in Informazione ed educazione, Sexlog

Creata con IA

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è una condizione molto più pervasiva di quanto si creda, capace di insinuarsi in ogni area della vita di una persona, compresa, la sfera sessuale e affettiva. Chi convive con il DOC, così come chi gli sta accanto in una relazione di coppia, sperimenta con frequenza difficoltà nell’intimità che raramente vengono discusse apertamente. I dati della letteratura scientifica mostrano che il legame tra DOC e disfunzioni sessuali è tutt’altro che marginale. Uno studio condotto su 56 pazienti coniugati con diagnosi di DOC ha rilevato difficoltà nella sfera sessuale nell’80,6% delle donne e nel 25% degli uomini, con un tasso particolarmente elevato tra coloro che presentavano anche sintomi depressivi in comorbilità. Le aree maggiormente compromesse includevano il desiderio, l’eccitazione, la lubrificazione e la soddisfazione sessuale complessiva. Una revisione della letteratura pubblicata sul Journal of Psychosexual Health (2020) conferma che, nonostante il tema sia stato storicamente poco indagato, le persone con DOC mostrano tassi più alti di disfunzione sessuale, una minore soddisfazione e, in alcuni casi, una minore probabilità di sposarsi o di intraprendere relazioni sentimentali stabili rispetto alla popolazione generale. Questo non significa che il DOC impedisca l’amore o l’intimità, ma che le sue caratteristiche fondamentali, il dubbio patologico, il bisogno di controllo e l’evitamento, possono rendere più complesso il percorso verso una vita sessuale serena. Negli ultimi quindici anni, la ricerca ha individuato una specifica declinazione del disturbo centrata sulla relazione di coppia, definita DOC Relazionale o ROCD (Relationship Obsessive-Compulsive Disorder). Chi ne soffre può essere tormentato da dubbi ossessivi continui, quali la paura di non amare davvero il partner o il dubbio che non sia la persona giusta, oppure da un monitoraggio costante dei difetti fisici, caratteriali o intellettivi dell’altro e dalla ricerca di una prova definitiva sulla validità del legame.

Tali ossessioni non restano confinate al piano emotivo: uno studio di Daron e collegi (2014) condotto su un ampio campione di coppie ha mostrato che i sintomi di ROCD sono associati ad una minore soddisfazione sessuale, un legame che persiste anche dopo aver controllato l’effetto di variabili quali la depressione, l’ansia generalizzata e lo stile di attaccamento. In altre parole, il dubbio ossessivo sulla relazione tende a contaminare anche l’intimità fisica, rendendo difficile abbandonarsi al piacere quando la mente è occupata a verificare se ciò che si prova sia giusto. Un ulteriore studio di Daron e colleghi (2016) ha confermato che l’interferenza del ROCD sul funzionamento relazionale e sessuale rimane significativa anche in campioni clinici, distinguendo nettamente questo quadro da altre forme di DOC. Diversi meccanismi contribuiscono a spiegare questo impatto sulla sessualità di coppia. In primo luogo si rileva la ricerca di rassicurazione, un comportamento per cui la persona con DOC chiede ripetutamente al partner conferme sui propri sentimenti, sull’attrattiva reciproca o sulla normalità di un pensiero intrusivo emerso durante un rapporto; una dinamica che, se protratta, genera stanchezza e distanza emotiva. A ciò si affianca lo spectatoring, fenomeno per cui si vive l’intimità restando “fuori” dall’esperienza, osservandosi e valutando costantemente le proprie prestazioni o reazioni anziché rimanere presenti nel momento. Un altro fattore rilevante riguarda i temi ossessivi specifici, quali le paure legate alla contaminazione, alla moralità, all’orientamento sessuale o al rischio di causare danno, che possono trasformare il contatto fisico in una fonte di ansia anziché di piacere. Infine, occorre considerare gli effetti collaterali della terapia farmacologica: gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), comunemente prescritti per il trattamento del DOC, possono ridurre il desiderio, l’eccitazione e la capacità orgasmica, aggiungendo una componente biologica alle difficoltà già presenti. Tuttavia, tali effetti non sono immutabili. Il trattamento d’elezione per il DOC, la Terapia Cognitivo-Comportamentale unita all’Esposizione con Prevenzione della Risposta (ERP), si è dimostrata efficace nel ridurre significativamente l’interferenza sui vissuti sessuali qualora i temi ossessivi vengano affrontati direttamente. Inoltre, alcuni approcci più recenti stanno promuovendo il coinvolgimento attivo del partner nel percorso terapeutico, con l’obiettivo di lavorare non solo sulla sintomatologia individuale, ma anche sulla comunicazione e sulla soddisfazione relazionale e sessuale della coppia nel suo complesso.

Tirocinante: Reyhaneh Talebi
Tutor: Maurizio Leuzzi

Bibliografia

Doron, G., Derby, D. S., & Szepsenwol, O. (2014). Relationship obsessive compulsive disorder (ROCD): A conceptual framework. Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, 3(2), 169–180. https://doi.org/10.1016/j.jocrd.2013.12.005

Doron, G., Derby, D. S., Szepsenwol, O., Nahaloni, E., & Moulding, R. (2016). Relationship obsessive-compulsive disorder (ROCD): Interference, symptoms, and maladaptive beliefs. Frontiers in Psychiatry, 7, Article 58. https://doi.org/10.3389/fpsyt.2016.00058

Doron, G., Mizrahi, M., Szepsenwol, O., & Derby, D. (2014). Right or flawed: Relationship obsessions and sexual satisfaction. The Journal of Sexual Medicine, 11(9), 2218–2224. https://doi.org/10.1111/jsm.12616

Ghassemzadeh, H., Raisi, F., Firoozikhojastefar, R., Meysamie, A., Karamghadiri, N., Nasehi, A. A., Fallah, J., Sorayani, M., & Ebrahimkhani, N. (2017). A study on sexual function in obsessive-compulsive disorder (OCD) patients with and without depressive symptoms. Perspectives in Psychiatric Care, 53(3), 208–213. https://doi.org/10.1111/ppc.12160

Koolwal, A., Agarwal, S., Manohar, S., Koolwal, G. D., & Gupta, A. (2020). Obsessive–compulsive disorder and sexuality: A narrative review. Journal of Psychosexual Health, 2(1), 37–43. https://doi.org/10.1177/2631831819896171

Condividi

Lascia un commento