Bisessualità maschile: il lato fluido della sessualità

La bisessualità rappresenta la manifestazione innata della sessualità dell’individuo, che durante lo sviluppo, permette alle persone di poter sviluppare un orientamento eterosessuale o omosessuale (Quattrini, 2017). Negli studi di Kinsey sul “comportamento sessuale dell’uomo” del 1948, l’omosessualità e l’eterosessualità vengono collocati ai poli opposti di una scala e nel mezzo viene collocata la bisessualità. Con l’opera di Kinsey viene superato il binarismo etero ed omosessuale conferendo così una fluidità all’orientamento sessuale umano. Kinsey ritiene che: “Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso.”(Kinsey, 1948)

 

Le caratteristiche del maschile e del femminile (fisico-corporee e psichico-emotive) vengono entrambe interiorizzate nell’individuo bisessuale permettendogli di vivere il culmine del piacere nella fase di plateau (il piacere vissuto dagli uomini bisessuali nella fase di plateau viene riportato da loro stessi come molto vigoroso e intenso allo stesso modo di quello vissuto nella fase orgasmica in seguito ad eiaculazione) (Quattrini,2017). I primi studiosi ad analizzare la risposta sessuale di uomini e donne furono Williams Masters e Virginia Johnson i quali definirono un modello lineare del comportamento sessuale composto da quattro fasi: eccitazione, plateau, orgasmo e risoluzione (W. Masters, V. Johnson, 1966). Tale modello successivamente venne integrato dalla Kaplan con l’aggiunta di un’ulteriore fase che precede e rende possibile tutte le altre: il desiderio (H.S. Kaplan,1976).

La bisessualità può essere agita sia all’interno di relazioni poliamorose (relazioni che avvengono fra più individui dove non vengono negati alcun tipo di rapporti intimo e sessuali) che in relazioni diadiche e monogamiche.

Vivere la sessualità in modo fluido porta l’individuo a sganciarsi dagli stereotipi e pregiudizi che la società impone e soprattutto gli consente di svincolarsi dai concetti di maschile/femminile omo ed eterosessuale. Con tale prospettiva “erotico possibilistica” (Quattrini, 2017) le persone sono libere di vivere le proprie relazioni erotico-sessuali e d’amore andando oltre quello che potrebbe essere il sesso e l’orientamento sessuale di chi hanno di fronte. Questo concetto si fonda su un assunto importante che è quello di “essere se stessi, individui sessuati e con differenti risposte erotico-sessuali”.

Molti uomini hanno attivato, nell’adolescenza, un meccanismo di difesa che permettesse loro di tenere lontani soggetti dello stesso sesso, i quali ricoprivano un ruolo di “oggetto del desiderio”. Tale difesa consiste nell’allontanare dalla mente situazioni che potrebbero mettere a disagio l’individuo fornendogli la “sicurezza” di rimanere ancorato a semplici relazioni di amicizia senza che venga oltrepassato quel confine.

L’uomo bisessuale, dopo aver vissuto “relazioni erotico-sessuali” con donne, sperimenta nelle relazioni con gli uomini un senso di “desiderio di affiliazione e intimità”.

La maggior parte dei bisessuali riportano il bisogno di svincolarsi dai “limiti” dell’eterosessualità e vivere relazioni maggiormente armoniose sia sotto il profilo fisico che psichico. La sessualità con partner del proprio sesso viene vissuta infatti senza “ troppe regole”. Nelle relazioni che si vengono ad instaurare si percepisce molto il voler ritrovare un senso di “quotidiano” spontaneo e soprattutto sganciato da ruoli socialmente prestabiliti. Si è quindi alla ricerca di relazioni che portano gli individui ad essere contemporaneamente perfetti “amici, complici e amanti”.

Tirocinante: Masiello Damiana

Tutor: Fabiana Salucci

Bibliografia

  • Kaplan, H. S. (1976), Nuove terapie sessuali, Bompiani.
  • Kinsey A. C., Pomeroy W. B., Martin C. E., (1948), Il comportamento sessuale dell’uomo (trad.it), Bompiani, Milano, 1960.
  • Masters W. H., Johnson V. (1966), Human sexual response, Boston: Little, Brown und Co.
  • Quattrini F. (2017), Il piacere maschile, Giunti, Firenze.

 Sitografia  

http://thesubmarine.it/2016/06/23/rapporto-kinsey/

 

 

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