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Nonostante il sesso eterosessuale nell’immaginario comune implichi quasi sempre il verificarsi della penetrazione (McPhillips et al., 2001), questa non sempre è possibile per una miriade di condizioni diverse, che vanno dalla presenza di dolore, o comunque legate alla salute della donna (Azim, 2021), ma anche all’uomo nel caso della disfunzione erettile o semplicemente per via di una tendenza alla precauzione, essendo il sesso penetrativo il meno sicuro in condizioni di assenza di protezioni.

Per le donne il dolore sessuale ad esempio è molto comune e può coinvolgere una vasta gamma di disturbi che riguardano la vulva, la vagina, la cervice, l’utero, i muscoli del pavimento pelvico e i nervi che innervano queste strutture. Nella pratica clinica, i tre termini più frequentemente utilizzati per descrivere il dolore sessuale nelle donne sono vulvodinia, dispareunia e vaginismo. I tessuti della vulva e della vagina sono reattivi e dipendono da ormoni come gli steroidi sessuali per una salute e una funzione adeguate. Ci sono molte cause di diminuzione degli steroidi sessuali che possono portare alla dispareunia. La causa più comune di diminuzione degli steroidi sessuali nelle donne è la menopausa. Il disagio della vulvodinia può anche essere associato a iperattività o ipertono dei muscoli del pavimento pelvico (Rowen & Goldstein, 2020).

Azim e colleghi (2021) hanno dimostrato come il semplice dolore durante un rapporto sessuale penetrativo non sia così raro, specialmente per le giovani donne: il 19% del campione di studentesse riferiva dolore frequente e il 24% dolore occasionale: quasi la metà delle partecipanti viveva almeno occasionalmente una situazione di disagio durante il rapporto. Nel caso specifico dello studio sono stati identificati numerosi fattori significativi, tra cui la frequenza del sesso, la capacità di raggiungere l’orgasmo, le sensazioni durante il rapporto, la presenza di un partner sessuale stabile, le aspettative di vivere un rapporto sessuale doloroso, il senso di colpa e il disagio nel rapporto sessuale. E’ ovvio che in questi casi un approccio risolutivo potrebbe basarsi sull’educazione sessuale e l’apertura nei confronti delle prime esperienze. Nel caso della dispareunia esistono dei trattamenti che prevedono diversi processi trache cui l’astenersi dai rapporti di tipo penetrativo che è solo il primo passaggio e sicuramente non definitivo. Tuttavia il sesso non penetrativo nei rapporti eterosessuali è stato sempre culturalmente sottovalutato e le condizioni di difficoltà nella penetrazione sono vissute come insostenibili da chi ne soffre, anche per questo motivo.

McPhillips e colleghi (2001) riportano come sembra che esista un “imperativo del coito”, almeno nelle culture occidentali, che rende il rapporto sessuale penetrativo la quintessenza del sesso eterosessuale e ne identifica la forma più normale e naturale caratterizzante i rapporti eterosessuali. Gli studiosi ad esempio hanno analizzato le definizioni di sesso nel loro campione di partecipanti per chiedere quanto fosse importante l’imperativo del coito, identificando alcuni casi in cui il rapporto era prioritario, al di là di altre pratiche sessuali. Allo stesso tempo però, dai discorsi dei partecipanti su cosa fosse il sesso sono emerse anche alcune discrepanze che rivelavano spazi discorsivi alternativi attraverso i quali l’egemonia dell’imperativo coitale poteva essere sfidata. Nel loro studio i ricercatori hanno concluso indicando come ci siano forti giustificazioni per promuovere il sesso non coitale come un’opzione per l’eterosessualità più sicura ad esempio.

Infatti, come dimostrato dalla review di Mahar e colleghi (2020), la maggior parte delle donne prova l’orgasmo attraverso la stimolazione clitoridea molto più spesso rispetto alla penetrazione. Ovviamente non ha senso sminuire l’importanza della penetrazione, ma potrebbe essere utile esplorare spesso anche tutte le alternative, sia allo scopo di ottenere una maggiore stimolazione, sia nei casi in cui i rapporti penetrativi non sono possibili.

 

Tirocinante: Lucrezia Del Gallo

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia

  • Azim, K., Happel-Parkins, A., Moses, A., Haardoerfer, R. (2021) Exploring Relationships Between Genito-Pelvic Pain/Penetration Disorder, Sex Guilt, and Religiosity Among College Women in the U.S.,
    The Journal of Sexual Medicine, Volume 18, Issue 4, Pages 770-782,
  • Mahar, E.A., Mintz, L.B. & Akers, B.M. Orgasm Equality: Scientific Findings and Societal Implications. Curr Sex Health Rep 12, 24–32 (2020). https://doi.org/10.1007/s11930-020-00237-9
  • McPhillips, K., Braun, V. Gavey, N. (2001). Defining (Hetero)Sex: How imperative is the “coital imperative”?, Women’s Studies International Forum,m Volume 24, Issue 2, Pages 229-240,
  • Rowen, T. & Goldstein, A. (2020). Nosology of Pelvic Pain and Vulvodynia. in Female Sexual Pain Disorders: Evaluation and Management, Second Edition.

 

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