La gerontofilia è, per definizione, una condizione che si riferisce a un’attrazione sessuale primaria e persistente nei confronti di persone anziane significativamente più vecchie rispetto a chi la prova. Non si tratta semplicemente di una preferenza verso partner più maturi, ma di un interesse specifico e marcato che può essere parte integrante della vita sessuale e affettiva della persona.
È stato Richard von Krafft-Ebing, padre degli studi sulla sessualità atipica, a parlare per la prima volta di gerontofilia, parlando di amore verso persone di età avanzata. Nel 1981 il sessuologo John Money offrì una definizione più specifica: è la condizione in cui un giovane adulto è dipendente dall’attuare e/o immaginare attività sessuali con un partner molto più anziano.
La gerontofilia si suddivide in tre tipologie:
1. Gerontofilia primaria: la persona prova un’attrazione esclusiva per individui anziani. Può manifestarsi già dall’adolescenza e persistere per tutta la vita adulta;
2. Gerontofilia secondaria: l’attrazione per le persone anziane sorge come conseguenza di altri fattori, come esperienze di vita o circostanze specifiche. In questo caso, l’attrazione non è esclusiva verso le persone anziane, ma si sviluppa come risultato di diversi elementi;
3. Gerontofilia come fetish: può manifestarsi come un feticismo sessuale, in cui la persona trova eccitazione sessuale nell’idea di interagire o avere relazioni intime con individui anziani. Questa forma di gerontofilia può essere associata ad altri feticismi o parafilie.
Il punto cruciale è che i gerontofili dipendono in gran parte dall’avere (o immaginare di avere) rapporti sessuali con un partner anziano per raggiungere l’orgasmo, non semplicemente che siano disposti a farlo. È il tipo fisico dell’anziano che risulta attraente e i segni fisici tipici della vecchiaia: fragilità, rughe, postura incurvata, capelli bianchi, andatura lenta e via discorrendo.
Sarebbe un grosso eufemismo dire che i dati scientifici sulla gerontofilia siano scarsi, ma esistono riferimenti sparsi. Nel 1929, uno psichiatra di nome A. Kutzinski pubblicò un breve studio di un caso. Un suo paziente si sposò a 24 anni ed ebbe sei figli, prestò servizio nell’esercito durante la guerra e incorse in un’astinenza sessuale completa per oltre un anno. Incontrò, mentre faceva il bagno, una donna anziana con cui ebbe rapporti sessuali. Perse l’amore per sua moglie, mostrando invece impulsi erotici espliciti verso donne anziane, così compulsivi da rendere impossibile il lavoro. Secondo lo studioso Jesse Bering (2013), sarebbe ragionevole supporre che quest’uomo non abbia “sviluppato” un caso di gerontofilia nei suoi vent’anni, ma fosse in realtà sempre stato gerontofilo. Il suo incontro con la sua prima partner anziana probabilmente lo incoraggiò semplicemente a dichiararsi come gerontofilo, arrivando infine a lasciare la giovane moglie a causa della sua giovinezza.
Nonostante sembri essere l’esatto opposto della pedofilia, la teoria dello psichiatra inglese Gibbens in merito all’eziologia della gerontofilia osserva che vi potrebbero essere tendenze pedofile sottostanti, poiché in comune avrebbero la fobia dei peli pubici. Tuttavia, a differenza della pedofilia, la gerontofilia non è mai stata inclusa in nessuna versione del DSM, né ci sono piani per aggiungerla in futuro. La convinzione generale è che, se non disturba la persona o il suo partner anziano consenziente, non ci sia motivo di trattare la gerontofilia come un disturbo mentale.
Infatti, da una prospettiva clinica, ad oggi la gerontofilia è spesso fraintesa. Non è classificata come una parafilia (un’intensa attrazione sessuale verso oggetti, situazioni o individui atipici) nei principali manuali diagnostici, come il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta Edizione) o l’ICD-11 (Classificazione Internazionale delle Malattie, Undicesima Revisione), a meno che non causi disagio o compromissione per l’individuo o danni ad altri.
La comprensione della gerontofilia è ancora in evoluzione nei campi della psicologia e della medicina, con dibattiti in corso su come dovrebbe essere concettualizzata. Tuttavia è possibile affermare che esistano diversi miti riguardo alla gerontofilia. Una concezione errata comune è che coinvolga necessariamente sfruttamento o danno. Ma, come in ogni relazione, anche quelle con disparità di età possono basarsi su rispetto reciproco, consenso e affetto. Un altro mito è che la gerontofilia sia estremamente rara o innaturale. Sebbene meno comune, l’attrazione verso adulti anziani fa parte dello spettro della sessualità umana e riflette la diversità delle preferenze sessuali umane.
Riconoscere la complessità della gerontofilia è fondamentale. Gli individui che si identificano con questo orientamento possono affrontare stigma, fraintendimenti e giudizi. Questo può portare a sentimenti di solitudine, vergogna o disagio. È essenziale che le risorse di educazione sessuale, i professionisti della salute e la società in generale affrontino questo argomento con un certo grado di sensibilità e una mente aperta.
Tutor: Maurizio Leuzzi
Tirocinante: Elda Faggiano
SITOGRAFIA
https://www.mentesabiertaspsicologia.com/blog-psicologia/gerontophilia-types
https://www.progressivetherapeutic.com.au/sex-kink-dictionary/gerontophilia
https://www.scientificamerican.com/blog/bering-in-mind/everlasting-beauty-a-sexual-attraction-to-the-elderly/



