in Devianza e Parafilie, Sexlog

La dacrifilia è un tipo di parafilia che consiste nel provare eccitazione, desiderio sessuale o piacere sessuale nel veder piangere qualcuno. La parola deriva dal greco dákru, “lacrima” e philìa, “amore”. L’eccitazione viene data proprio dal pianto, dalla lacrima e dallo stress che provoca il pianto.

Come con tutte le parafilie, bisogna ricordare che c’è una distinzione tra parafilia e disturbo parafilico. Nel DSM-5 vengono considerate parafilie tutti quei comportamenti sessuali atipici per i quali il soggetto sente una forte e persistente eccitazione erotico-sessuale. Tale condizione erotica è vissuta in serenità, in un contesto consensuale, e senza la compromissione della vita sociale e lavorativa.

Quando il comportamento parafilico prende una declinazione simile alla dipendenza, caratterizzata da stress provato nel vivere la sessualità e con disagio interpersonale allora risulta appropriato parlare di disturbo parafilico. Nel disturbo parafilico quindi, il soggetto, oltre ad avere un intenso e persistente interesse sessuale per particolari attività erotico-sessuali, vive l’esperienza e i vissuti parafilici con disagio, possibilità di arrecare danni a sé stesso e/o agli altri e compromissione della vita sociale e lavorativa.

La dacrifilia è una delle parafilie che esprime le dinamiche di potere del sesso, oltre a quelle di sesso come espressione della propria affettività, infatti il soggetto affetto da dacrifilia prova eccitazione nel vedere il pianto, e il piacere sessuale vero e proprio scaturisce dall’essere d’aiuto per quest’ultimo, permettendo al dacrifilo di rendersi utile e porsi in una situazione di superiorità psicologica, di sovraordinazione e di cura del partner.

Al contrario, ci può essere un’espressione di dacrifilia in cui è il soggetto che piange a provare piacere sessuale. Questo potrebbe essere causato dal rilascio di endorfine e movimenti neurotrasmissivi in concomitanza del pianto, oltre che da una controparte di sottomissione, che però porterebbe il partner a preoccupazioni e cura. Psicoanaliticamente parlando, ci si potrebbe riferire a dinamiche regressive in cui ci si mette nella condizione per la quale l’oggetto affettivo è costretto o portato a prendersi cura del soggetto dacrifilo.

La dacrifilia può essere vissuta sia nella vita quotidiana, in concomitanza di emozioni negative e conflitti ma anche e soprattutto (in modo più consensuale) in giochi di ruolo, facenti parte anche delle pratiche BDSM. In questo caso, la dacrifilia sarebbe espressa in pratiche di dominazione, sottomissione, umiliazione e dirty-talking, che portano al pianto. Nei casi di disturbi parafilici, la dacrifilia è stata vista in comorbidità col sadismo.

Tutor: Maurizio Leuzzi
Tirocinante: Livio Ricciardi

 

Bibliografia e sitografia:

-American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). https://doi.org/10.1176/appi.books.9780890425596

-https://web.archive.org/web/20160712125654/http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/11928261/dacrifilia-moda-sessuale-partner-piange.html

-Parafilie e Devianza, F.Quattrini. Giunti, 2015

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