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Il disturbo di personalità schizotipico è caratterizzato da una persistente difficoltà nelle interazioni sociali e da un marcato disagio nelle relazioni intime, spesso accompagnati da distorsioni del pensiero e della percezione, nonché da comportamenti o atteggiamenti eccentrici. Generalmente esordisce nella prima età adulta e tende a manifestarsi in modo stabile in diversi contesti di vita quotidiana.

Nel DSM-5-TR, il disturbo schizotipico è collocato all’interno del cluster A dei disturbi di personalità.
La diagnosi tradizionale richiede la presenza di almeno cinque tra i seguenti aspetti: idee di riferimento non deliranti (ovvero la tendenza a interpretare eventi casuali come riferiti a sé, senza però raggiungere la convinzione assoluta tipica dei deliri), credenze insolite o pensiero magico, esperienze percettive anomale, linguaggio o pensiero bizzarro, sospettosità o ideazione paranoide, affettività inappropriata o ristretta, comportamento o aspetto eccentrici, assenza di amici intimi o confidenti al di fuori dei parenti di primo grado, ansia sociale persistente anche in situazioni familiari.

A differenza dell’ICD-10, che collocava il disturbo schizotipico tra i disturbi di personalità, l’ICD-11 lo include nel capitolo dedicato alla schizofrenia e ai disturbi affini, in accordo con le più recenti evidenze scientifiche che lo posizionano su un continuum con lo spettro schizofrenico piuttosto che tra i disturbi di personalità classici.

Nel nuovo sistema, il disturbo è codificato come 6A22 e la diagnosi richiede la presenza di un pattern persistente di linguaggio, convinzioni, percezioni e comportamenti insoliti, la cui intensità e durata non siano però tali da soddisfare i criteri per schizofrenia, disturbo schizoaffettivo o disturbo delirante.

Le persone con DP soffrono intensamente e drammaticamente, incontrando difficoltà nel condurre e sviluppare una vita normale e nel creare relazioni soddisfacenti e adeguate. Una personalità sana viene definita sulla base di due dimensioni, l’empatia e l’intimità. In particolare, l’intimità è un fattore determinante nell’accoppiamento.

Una questione interessante riguarda la relazione tra i disturbi della personalità (DP), l’accoppiamento (mating) e i comportamenti sessuali. Alcuni ricercatori hanno suggerito che le difficoltà relazionali e sessuali di chi soffre di DP siano connesse ai sintomi e possano esse stesse rappresentare dei sintomi del disturbo. Tuttavia, lo stato delle ricerche riguardo ai problemi intimi e sessuali nei soggetti con DP non è ancora stato descritto esaustivamente. Una valutazione delle singole strategie di accoppiamento e dei comportamenti sessuali dovrebbe fornire informazioni aggiuntive sulle caratteristiche dei DP e migliorare la comprensione del loro funzionamento interpersonale.

Nello specifico il disturbo schizotipico di personalità è caratterizzato da ritiro sociale, accompagnato da una paura generica verso gli altri, diffusa e pervasiva. Queste caratteristiche possono influenzare drammaticamente le abilità di accoppiamento (mating skills); infatti, i soggetti schizotipici risultano frequentemente separati o divorziati.

Tuttavia, alcune caratteristiche della personalità schizotipica sono state collegate positivamente al successo nell’accoppiamento in soggetti non clinici:

  • Creatività artistica
  • Non – conformismo impulsivo (es. comportamenti violenti e spericolati)
  • Esperienze insolite (es. aberrazioni percettive, cognitive e pensiero magico)

In particolare, il successo nel mating sembrerebbe mediato maggiormente dalla creatività artistica: individui con alti livelli di pensiero magico produrrebbero livelli elevati di arte, aumentando così la propria attrattività. Al contrario, il non-conformismo impulsivo migliorerebbe direttamente le opportunità di trovare partner attraverso comportamenti audaci. Alcuni studiosi teorizzano che i soggetti schizotipici “ad alto profilo” abbiano successo se possiedono un buon profilo genetico e se sono cresciuti in un ambiente familiare favorevole. In assenza di queste condizioni il rischio è quello di sviluppare la schizofrenia, fallendo nel tentativo di creare legami.

È importante però distinguere tra le due dimensioni del disturbo:

  • Schizotipia positiva: connessa ad esperienze di tipo psicotico, abuso di sostanze e disturbi del tono dell’umore.
  • Schizotipia negativa: associata ad affettività appiattita e ridotta ricerca di sensazioni (sensation seeking)

Entrambe le dimensioni sono associate a un peggioramento del funzionamento sociale generale, ma solo la schizotipia negativa è correlata a una minore probabilità di instaurare relazioni intime. Ciò potrebbe essere dovuto alla mancanza di estroversione e di apertura all’esperienza, caratteristiche generalmente considerate essenziali per l’accoppiamento.

Il funzionamento e il comportamento sessuale dipendono fortemente dall’organizzazione della personalità, e i possibili tratti disfunzionali possono influenzare la vita sessuale in modi diversi e recenti studi hanno riportato che le personalità schizoidi sono caratterizzate da apatia sessuale e, in alcuni casi, da una reale asessualità (ovvero, diminuito o assente interesse verso le attività sessuali). In generale è presente un disinteresse nel creare relazioni, tuttavia alcune caratteristiche schizotipiche (es creatività artistica) potrebbero rivelarsi utili per l’accoppiamento, ma probabilmente solo nelle fasi iniziali della relazione. Le caratteristiche schizotipiche aiutano a creare, ma non a mantenere relazioni intime, sebbene il comportamento sessuale sia spesso inibito.

Tirocinante: Simone Agazzi

Tutor: Maurizio Leuzzi

 

BIBLIOGRAFIA

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