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La FAD (Food and Alcohol Disturbance) è un fenomeno comportamentale in rapida crescita, soprattutto tra i giovani adulti, che consiste nel ridurre drasticamente l’apporto calorico attraverso il cibo, saltando pasti o digiunando, con l’obiettivo esplicito di “liberare calorie” per il consumo di alcol. Non si tratta di una diagnosi clinica riconosciuta nei manuali diagnostici ufficiali, ma di un pattern comportamentale che combina tratti dei disturbi alimentari con un uso problematico di sostanze. Secondo una recente scoping review, il fenomeno è particolarmente diffuso tra i 18 e i 25 anni e colpisce in modo trasversale entrambi i sessi, sebbene con modalità differenti.

Le motivazioni che spingono a questi comportamenti sono molteplici: il desiderio di perdere o controllare il peso, la volontà di ubriacarsi più rapidamente con meno calorie totali, e una visione distorta del proprio corpo strettamente connessa all’ambiente sociale e ai modelli estetici veicolati dai media. Non si tratta quindi di un semplice vizio o di una scelta superficiale, ma di un segnale di disagio psicologico che merita attenzione clinica e culturale.

Uno degli aspetti più rilevanti e meno discussi della FAD è la sua stretta correlazione con la sfera sessuale. Uno studio longitudinale ha esaminato adolescenti con comportamenti da FAD, evidenziando come una percezione negativa del proprio corpo, associata a difficoltà nella regolazione emotiva, costituisca un fattore predittivo significativo di condotte sessuali a rischio. In pratica, chi fatica a gestire le emozioni negative tende a usare l’alcol come “strategy di coping”: abbassa le inibizioni, attenua l’ansia legata all’aspetto fisico e facilita l’avvicinamento all’altro, soprattutto in contesti di socializzazione sessuale.

Questo meccanismo crea un circolo vizioso: si mangia meno per sentirsi più accettabili fisicamente, si beve per ridurre l’insicurezza corporea in contesti intimi, e l’alcol stesso altera il giudizio, aumentando l’esposizione a situazioni sessuali non pianificate o rischiose, come rapporti non protetti o esperienze vissute poi con senso di colpa e vergogna. Il corpo diventa contemporaneamente lo strumento e il bersaglio di queste dinamiche.

La ricerca scientifica ha indagato il ruolo mediatore delle difficoltà di regolazione emotiva tra FAD e atteggiamenti alimentari disfunzionali. I dati mostrano che chi presenta difficoltà nel riconoscere, accettare e modulare le proprie emozioni è significativamente più incline a sviluppare comportamenti da FAD. In questo quadro, l’alcol non è solo una sostanza ricercata per il piacere o la socialità, ma una forma di autoregolazione emotiva: un tentativo, disfunzionale ma comprensibile, di gestire stati interni difficili come la vergogna, il disgusto verso il proprio corpo, l’ansia da prestazione e il timore del rifiuto.

Questa dimensione emotiva è particolarmente rilevante in adolescenza e prima età adulta, fasi in cui l’identità sessuale si sta costruendo e in cui il giudizio del gruppo dei pari ha un peso enorme. Il confronto costante con standard estetici irraggiungibili — amplificati dai social media — alimenta l’insoddisfazione corporea e rende più probabile il ricorso a strategie autolesive come la restrizione alimentare associata all’eccesso alcolico.

La letteratura recente sottolinea come la FAD richieda approcci di intervento che non si limitino a trattare separatamente il disturbo alimentare o l’abuso di alcol, ma che affrontino in modo integrato i fattori psicologici, sociali e relazionali sottostanti. Tra le aree prioritarie d’intervento figurano la promozione della literacy emotiva, il lavoro sull’immagine corporea, l’educazione sessuale che includa anche la dimensione del consenso sotto l’effetto di sostanze, e la riduzione dello stigma associato alla ricerca di aiuto.

Riconoscere la FAD significa anche riconoscere che la sessualità giovanile non si svolge in un vuoto: è immersa in pressioni culturali, paure intime e bisogni affettivi profondi. Solo un approccio che rispetti questa complessità può offrire percorsi realmente efficaci per chi si trova intrappolato in questi pattern.

 

BIBLIOGRAFIA

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Bianchi, M., et al. (2025). Understanding body image in adolescents with drunkorexia behaviors: A longitudinal study on emotional regulation and sexual risk. Journal of Adolescent Health, 76(2), 145–158. https://doi.org/10.1016/j.ijchp.2025.100584

 

Pérez-Ortiz, N., et al. (2024). Comprehensive Management of Drunkorexia: A Scoping Review of Influencing Factors and Opportunities for Intervention. Nutrients, 16(22), 3894. https://doi.org/10.3390/nu16223894

 

 

Tirocinante: Gaia Giordano

Tutor: Maurizio Leuzzi

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