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Il femminiello (in napoletano femmenèlla o femmenèllo) è una figura culturale profondamente radicata nella tradizione partenopea, rappresentante di un’identità che trascende i confini del binarismo di genere. Si tratta di uomini biologici che, attraverso atteggiamenti, comportamenti e abbigliamento, esprimono un’identità tipicamente associata al femminile. Tuttavia, più che aderire alle moderne definizioni di identità di genere, il femminiello esiste al di fuori delle categorie rigide, simbolizzando una fluidità che mescola elementi maschili e femminili, enfatizzati da performance e iper-espressività – come trucco accentuato e gestualità teatrali – che ne sottolineano la natura costruita e culturale.

La figura del femminiello ha origini antiche, riconducibili alla tradizione greca e romana, e si è evoluta nel corso dei secoli in un contesto sociale unico come quello di Napoli. Lontano dall’essere esclusivamente oggetto di scherno o di discriminazione, i femminielli hanno spesso ricoperto ruoli centrali nelle dinamiche della vita quotidiana e comunitaria. In molti casi, i femminielli hanno avuto funzioni rituali e simboliche, partecipando attivamente a cerimonie e celebrazioni. Un esempio emblematico è il loro coinvolgimento nella Candelora al Santuario di Montevergine, ad Avellino, dove la loro presenza è associata a simboli di fertilità e abbondanza.

Una leggenda del XIII secolo narra che la Madonna, nota come Mamma Schiavona, salvò miracolosamente due amanti omosessuali intrappolati tra lastre di ghiaccio. Da allora, i femminielli hanno iniziato a compiere pellegrinaggi annuali al santuario, consolidando un legame tra sacro e identità fluida.
La vita dei femminielli è intrecciata profondamente con quella dei vicoli e dei quartieri popolari di Napoli. Spesso, venivano accolti e protetti dalle comunità che riconoscevano il loro valore e li integravano nel tessuto sociale. Erano figure che spesso si dedicavano a professioni come la lettura delle carte, considerate portatrici di fortuna e benedizioni. Tradizioni locali, come quella di affidare loro i neonati per una foto simbolica, riflettevano una percezione positiva della loro presenza. In particolare, i femminielli erano figure chiave nei giochi tradizionali come la tombola scostumata, un evento riservato a donne e femminielli. Durante queste partite, i numeri venivano estratti dal femminello e annunciati attraverso i simbolismi della smorfia napoletana, trasformando ogni estrazione in una narrazione creativa e comica che animava la comunità.

Nonostante l’apparente integrazione, la condizione dei femminielli non era priva di contraddizioni. Spesso relegati alla prostituzione – unica professione a molti accessibile – erano vulnerabili a sfruttamento e discriminazione da parte della malavita. Questo ruolo, se da un lato offriva una certa visibilità sociale, rafforzava anche gli stereotipi patriarcali, servendo da monito per chi sfidava i ruoli tradizionali di genere. La figura del femminiello oscillava così tra accettazione e stigmatizzazione.

Oggi, mentre le generazioni più mature mantengono viva questa figura, nelle nuove generazioni si osserva una transizione culturale. Alcuni che un tempo si sarebbero definiti femminielli ora si identificano come persone transgender, mentre altri si integrano nella più ampia comunità LGBTQIA+. L’unicità del femminiello come figura tradizionale viene così progressivamente assimilata o reinterpretata.
Nonostante i cambiamenti, il femminiello rimane un importante simbolo di resilienza e diversità. Esso incarna la capacità di un popolo di accogliere l’altro come parte di sé e di trovare nella mescolanza di identità una forza creativa. In un mondo che cerca sempre più di categorizzare e definire ogni aspetto della vita, il femminiello continua a ricordarci l’importanza della fluidità, della libertà di essere e della celebrazione delle differenze.

 

Tutor: Maurizio Leuzzi
Tirocinante: Giorgia Affuso

 

Bibliografia
Mauriello, M. (2018). Corpi dissonanti: note su gender variance e sessualità. Il caso dei femminielli napoletani. Archivio antropologico mediterraneo, 20(20 (2)).

Sitografia
https://it.wikipedia.org/wiki/Femminiello
https://www.wikipink.org/index.php/Femminiello
https://www.napoli-turistica.com/femminiello-cultura-napoletana/

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