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La dipendenza affettiva è una modalità comportamentale caratterizzata da un interesse pervasivo ed eccessivo verso il partner romantico, da una mancanza di controllo e da conseguenze negative sulla vita dell’individuo (Sanches & John, 2019).
La teoria dell’attaccamento offre il framework teorico più solido per comprenderne le radici. Una meta-analisi condotta da Cavalli e colleghi (2025) su 27 studi () ha evidenziato una correlazione significativa tra la dipendenza affettiva e l’attaccamento ansioso (, ) e una correlazione negativa con l’attaccamento evitante (, ). I soggetti con attaccamento ansioso mostrano le caratteristiche tipiche del love addict: iperattivazione emotiva, ricerca compulsiva di rassicurazione e intensa paura dell’abbandono. Martínez-Gómez e Acosta (2022) collocano la dipendenza affettiva all’interno di schemi precoci disadattativi connessi a vissuti di abbandono e d’insufficienza del sé, sviluppatisi in contesti relazionali infantili carenti. La psicoterapia è unanimemente indicata come il trattamento d’elezione per la dipendenza affettiva, sebbene la sua efficacia non sia stata ancora adeguatamente indagata attraverso disegni di studio controllati (Sanches & John, 2019; Zal & Mancini, 2021). La CBT viene citata da diversi autori per il suo valore nel trattamento (Sanches & John, 2019; Martínez-Gómez & Acosta, 2022). Essa agisce sui pensieri automatici e sulle distorsioni cognitive (generalizzazione, catastrofizzazione, inferenza arbitraria) che mantengono il pattern dipendente. Il rational self-counseling, focalizzato sulla self-communication e sulla separazione tra fatti ed emozioni, è considerato un approccio particolarmente promettente. In ambito sessuologico, questo modello permette di ristrutturare le credenze disfunzionali sull’intimità e sull’uso del desiderio sessuale quale strumento di conferma relazionale. L’approccio psicodinamico è stato proposto da diversi clinici come trattamento d’elezione, poiché agisce sulle perturbazioni dell’attaccamento precoce e sui modelli operativi interni (MOI) disfunzionali (Sanches & John, 2019; Slade & Holmes, 2019). Slade e Holmes (2019) sottolineano che la terapia orientata all’attaccamento non si limita a ridurre la sintomatologia, ma promuove cambiamenti duraturi nei modelli relazionali. La presa in carico di pazienti all’interno di questo framework richiede una spiccata attenzione alle dinamiche transferali e controtransferali, date le complesse tematiche di intimità e dipendenza coinvolte. A supporto di ciò, la meta-analisi di Levy e colleghi (2018) su 36 studi ( pazienti) ha dimostrato che i soggetti con un attaccamento sicuro al pre-trattamento evidenziano esiti psicoterapeutici migliori rispetto ai pazienti insicuri. Soprattutto, i progressi nella sicurezza dell’attaccamento maturati durante la terapia coincidono con miglioramenti clinicamente rilevanti. Per i pazienti con una bassa sicurezza di attaccamento, i percorsi focalizzati sulle interazioni interpersonali si rivelano particolarmente efficaci. Liverano e Aceti (2023) hanno proposto un protocollo strutturato per la dipendenza affettiva in chiave di analisi transazionale, il quale opera sul copione di vita, sulla simbiosi e sull’«economia delle carezze», ovvero sui pattern di ricerca di riconoscimento affettivo che spingono il soggetto verso relazioni di dipendenza. Il lavoro illustra come le radici eziopatogenetiche della dipendenza si intreccino con vissuti di carenza affettiva primaria, aprendo lo spazio ad interventi mirati sui modelli relazionali interiorizzati. I gruppi di auto-aiuto (come i Sex and Love Addicts Anonymous) costituiscono l’intervento di gran lunga più diffuso, sebbene non esistano ancora studi controllati che ne abbiano valutato formalmente l’efficacia (Sanches & John, 2019). Un’unica ricerca ha analizzato l’impatto di una psicoterapia di gruppo ad orientamento psicodrammatico (condotta su 8 soggetti con diagnosi di pathological love per 8 sedute settimanali), rilevando miglioramenti significativi alla Love Health Scale, pur in presenza di rilevanti limiti metodologici. Grandinetti e Grieco (2022) hanno approfondito il continuum tra terapia supportiva e approcci psicodinamici nelle dipendenze relazionali, evidenziando come la fase iniziale del trattamento richieda spesso interventi contenitivi prima di poter accedere a un lavoro pienamente elaborativo. La dipendenza affettiva si intreccia in modo profondo con la sfera sessuale. Assalian (2004) ha descritto come l’immagine corporea, la comunicazione di coppia e la storia affettiva rappresentino i terreni d’elezione in cui la dipendenza emotiva si manifesta: l’atto sessuale diventa spesso uno strumento di controllo o di conferma del legame, anziché uno spazio di autentica intimità. Guan e Wang hanno evidenziato tramite un’analisi longitudinale che il miglioramento della disregolazione emotiva precede e predice quello del funzionamento sessuale, fornendo un’importante indicazione sulla gerarchia degli obiettivi terapeutici. Frühauf e colleghi (2013), in una meta-analisi di 20 RCT, hanno rilevato per gli interventi psicologici sulle disfunzioni sessuali un’ampiezza dell’effetto di sulla sintomatologia e di sulla soddisfazione sessuale, con le evidenze più solide per il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo femminile e per il disturbo dell’orgasmo femminile. Sul versante farmacologico, Sanches e John (2019) identificano alcuni possibili bersagli terapeutici, SSRI per la componente ossessiva, stabilizzatori dell’umore per l’impulsività e naltrexone per la risposta di ricompensa, sebbene nessun agente farmacologico sia stato finora oggetto di trial clinici specifici per la LA. Malandain e Blanc concordano sul fatto che la farmacoterapia possa svolgere un ruolo primariamente adiuvante nella gestione delle comorbilità, senza mai sostituirsi al percorso psicoterapeutico. La letteratura attuale soffre della quasi totale assenza di RCT specifici, della marcata eterogeneità degli strumenti di valutazione e della mancanza di criteri diagnostici condivisi e standardizzati (Sanches & John, 2019; Maglia & Lanzafame, 2023; Cavalli et al., 2025). Le priorità per la ricerca futura comprendono:
- Lo sviluppo e la validazione di protocolli integrati psicoterapeutici e sessuologici;
- L’impiego dello stile di attaccamento come moderatore degli esiti clinici (Levy et al., 2018; Cavalli et al., 2025);
- L’inclusione sistematica del genere, dell’orientamento sessuale e delle variabili socio-culturali nei disegni di ricerca.
In conclusione, la dipendenza affettiva richiede un approccio integrato che congiunga la clinica delle dipendenze, la psicoterapia e la sessuologia: l’inquadramento dello stile di attaccamento del paziente rappresenta il punto cardine per orientare la scelta del modello terapeutico e prevederne gli esiti.
Tirocinante: Reyhaneh Talebi
Tutor: Maurizio Leuzzi
Bibliografia
- Assalian, P.(2004). Psychological and interpersonal dimensions of sexual function and dysfunction. Journal of Sex & Marital Therapy, 30(2), 65–71.
- Cavalli, R. G., Feeney, J., Rogier, G., & Velotti, P.(2025). Conceptualizing love addiction within the attachment perspective: A systematic review and meta-analysis. Journal of Behavioral Addictions, 14(2), 611–629. https://doi.org/10.1556/2006.2025.00031
- Frühauf, S., Gerger, H., Schmidt, H. M., Munder, T., & Barth, J.(2013). Efficacy of psychological interventions for sexual dysfunction: A systematic review and meta-analysis. Archives of Sexual Behavior, 42(6), 915–933. https://doi.org/10.1007/s10508-012-0062-0
- Grandinetti, P., & Grieco, M.(2022). Psicoterapia e dipendenze: Dal trattamento supportivo alla psicoterapia psicodinamica nelle dipendenze relazionali. Rivista di Psicologia Clinica, 17(1), 45–60.
- Guan, M., & Wang, C.(2023). A longitudinal network analysis of the relationship between love addiction, emotional dysregulation and sexual symptoms. Journal of Behavioral Addictions. https://doi.org/10.1556/2006.2023.00048
- Levy, K. N., Kivity, Y., Johnson, B. N., & Gooch, C. V.(2018). Adult attachment as a predictor and moderator of psychotherapy outcome: A meta-analysis. Journal of Clinical Psychology, 74(11), 1996–2013. https://doi.org/10.1002/jclp.22685
- Liverano, A., & Aceti, F.(2023). Love addiction: From attachment theory to affective dependency. A transactional analysis perspective and treatment protocol. Transactional Analysis Journal, 53(4), 312–328. https://doi.org/10.1080/03621537.2023.2251846
- Maglia, M., & Lanzafame, M.(2023). Love addiction: Current diagnostic and therapeutic paradigms in clinical psychology. Health Psychology Research, 11(1), 70218. https://doi.org/10.52965/001c.70218
- Malandain, L., & Blanc, J.-V.(2021). Pharmacotherapy of sexual addiction. Current Psychiatry Reports, 23(7), 44. https://doi.org/10.1007/s11920-021-01256-w
- Martínez-Gómez, N., & Acosta, R.(2022). Dependencia afectiva: Abordaje desde una perspectiva cognitivo-conductual. Revista Latinoamericana de Psicología Clínica, 14(2), 88–102.
- Sanches, M., & John, V. P.(2019). Treatment of love addiction: Current status and perspectives. European Journal of Psychiatry, 33(1), 38–44. https://doi.org/10.1016/j.ejpsy.2018.07.002
- Slade, A., & Holmes, J.(2019). Attachment and psychotherapy. Current Opinion in Psychology, 25, 152–156. https://doi.org/10.1016/j.copsyc.2018.07.006
- Zal, H. M., & Mancini, F.(2021). I can’t do without you: Treatment perspectives for affective dependency. Clinical Psychology & Psychotherapy, 28(4), 893–902. https://doi.org/10.1002/cpp.2549



