Tra fine Ottocento e i primi decenni del 1900 è a New York che si diffondono i cosiddetti balli in drag, ovvero degli eventi nei quali la danza, l’eleganza nei vestiti e la teatralità fanno da padrone. I “ball” attirano moltissimi turisti e stimolano quel desiderio voyeuristico di osservare questi fenomeni unici nel loro genere.
Nello specifico uno dei quartieri più in voga è Harlem che ospita all’Hamilton Lodge un ballo annuale, portando avanti la tradizione dal 1869 che riunisce spettatori e partecipanti da tutti gli Stati Uniti, tra cui rappresentanti della comunità afroamericana, intellettuali e più in generale persone lgbt+. Nel 1932 a questo ballo parteciparono 25 stati d’America ma già in quel contesto storico erano presenti dei giornalisti che vedevano questi eventi come un pericolo per la rispettabilità del buon costume e della buona educazione. Un testimone dell’epoca racconta il ballo in drag nel modo seguente (De Leo, 2021):
“Il ballo in cui gli uomini vestono da donne e le donne da uomini. Nel periodo d’oro della New Negro Era e dell’invasione di Harlem da parte dei turisti, era di moda per l’intellighenzia e per la gente che contava sia ad Harlem che downtown occupare i posti sulla balconata e guardare dall’alto la folla stranamente assortita sulla pista da ballo, maschi in abito lungo e copricapi con le piume e donne in smoking e in eleganti abiti da uomo.
Per gli uomini, c’è una sfilata di moda. Vengono dati premi a quelli con i vestiti più belli tra i bianchi e i neri che, incipriati, truccati e con la parrucca, si affollano per il premio.”
Questi balli in drag sono stati creati dalla comunità per la comunità lgbt+ perché erano un modo di sperimentare con la fantasia e in un posto sicuro, tutto ciò che a loro nella società era negato o di difficile raggiungimento a causa della discriminazione omofoba e del razzismo.
Si ispirano ai balli delle debuttanti, mettendo in atto un “coming out into society” ovvero un debutto nella società, nel “Gay World” della comunità queer, ricreando un ambiente accogliente e pieno d’orgoglio che fortifica il senso di appartenenza. Questi eventi erano una via di fuga dalla realtà e una strategia per poter ritrovare quel senso di sicurezza che permetteva poi di affrontare il mondo reale che era estremamente violento e repressivo verso le minoranze.
Per entrare più nel particolare, col termine “Drag queen” ci si riferisce generalmente a uomo che si traveste da donna in modo eccentrico con l’obiettivo di intrattenere il pubblico attraverso performance artistiche di vario tipo. Una drag queen costruisce più in generale la sua “drag persona” quasi come un alter ego che è espressione della creatività ed è una figura potenziante per il soggetto stesso. Il mondo drag è molto variegato, esistono anche i cosiddetti drag king (donne che si travestono da uomini).
Il fenomeno delle drag queen ha raggiunto la popolarità internazionale grazie specialmente al programma televisivo “Rupaul’s Drag Race” realizzato dal genio di Rupual Andre Charles, famosa drag queen e personalità televisiva. La prima puntata del programma è andata in onda il 2 febbraio 2009 su Logo TV e ad oggi si è arrivati alla quindicesima stagione con un debutto su MTV, canale televisivo americano molto famoso che ha un’audience molto ampia.
In questo programma sono presenti un numero variabile di drag queens (13-16) che si affrontano in sfide che attraversano aree artistiche quali il ballo, il design, il musical, il teatro, lo stand up comedy, l’imitazione etc,. E’ un programma che ha la capacità di trasmettere anche messaggi molto importanti grazie alla vulnerabilità e alla condivisione delle esperienze di vita dei concorrenti che affrontano tematiche come la violenza, il coming, out, HIV, la discriminazione etc..
I partecipanti sono l’esempio di come si possa trasformare il male che si è vissuto nella vita in un qualcosa di estremamente funzionale e colmo d’amore. E‘ quindi molto più di un reality, infonde un grande senso di comunità e attualmente sono state realizzate quindici stagioni, sei stagioni di All Stars (dove gareggiano le drag queen vincenti delle stagioni precedenti) e diciassette stagioni di Untucked (puntate che raccontano il dietro le quinte dello show). Ci sono stati anche 12 spinoff internazionali in Europa (tra cui in Italia, con “Drag race Italia” che è arrivato alla seconda stagione), Nord America, Sud America, Asia e Australia.
Nonostante questo passo avanti a livello televisivo, dal punto di vista politico il mondo drag sta subendo numerosi attacchi. Infatti, specialmente, negli Stati Uniti si registra in questi ultimi mesi una serie di riforme politiche che vogliono ostacolare gli spettacoli drag. Ad esempio, in Tennessee è stato approvato un disegno di legge che vieta le esibizioni drag davanti ai bambini, sia nel privato che nel pubblico. Nello specifico la legge sottolinea che i bambini non devono essere presenti a tutti quegli spettacoli definiti di “intrattenimento cabarettistico per adulti” includendo esibizioni di spogliarelliste, di ballerine cubiste o gli “imitatori di uomini o donne”.
Il provvedimento prevede il carcere da uno a sei anni dopo la prima infrazione e si va ad aggiungere ad una strategia politica repubblicana che già in 15 stati d’America sta reprimendo il lavoro degli artisti drag poichè vengono considerati non adatti ad un pubblico infantile o addirittura potenziali molestatori di bambini.
Per concludere, è importante quindi che la cultura drag venga protetta e riconosciuta come un lavoro a tutti gli effetti che rientra nel mondo artistico della performance. Bisogna oggi più che mai unire le forze, coalizzarsi, riunirsi in assemblee e nelle piazze per contrastare questa politica conservatrice che sta avanzando non solo in America ma anche in Italia, dove le proposte di legge contro la comunità queer stanno aumentando a dismisura.
Tirocinante: Edoardo Fiorentini
Tutor: Cristiana Sardellitti
Riferimenti
– De Leo, M. (2021). Queer, Storia culturale della comunità LGBT+. Einaudi.
– https://thevision.com/intrattenimento/rupaul-dragrace/
– https://rupaulsdragrace.fandom.com/wiki/RuPaul%27s_Drag_Race
– https://luce.lanazione.it/lifestyle/tennessee-divieto-spettacoli-drag/



