“The answer to bad porn isn’t no porn…it’s to try and make better porn!”
(Annie Sprinkle, ex attrice pornografica statunitense)
Nella seconda metà degli anni ’70 ebbero luogo le cosiddette Sex-Wars (o Porn-Wars): le attiviste pro-sex urlavano “sex work is work” (“il lavoro sessuale è lavoro”) per destigmatizzare la prostituzione e il mondo del lavoro pornografico, mentre sul fronte opposto la più famosa attivista anti-porn, Andrea Dworkin, scriveva che “tutto il sesso è stupro”. Secondo Dworkin la pornografia recava danno alle donne in quanto le attrici che performano nei video venivano umiliate e trattate come oggetti; di conseguenza, i consumatori interiorizzavano una rappresentazione violenta e misogina.
Oggi, il genere pornografico è immenso e comprende un’enorme varietà di contenuti che soddisfano una gamma altrettanto vasta di gusti e “fetish”.
Con porno mainstream si intente la tipologia più diffusa, generalmente caratterizzata da performance stereotipate, genitali perfetti e una prospettiva maschile dominante.
La pornografia mainstream è stata additata sempre più spesso come fortemente eteronormativa, ovvero non realmente rappresentativa per donne e persone LGBTQIA+.
Il modo in cui viene prodotta la pornografia convenzionale sembra essere pensato su misura per gli uomini, non solo perché il prodotto è rivolto a loro, ma anche perché la logica visiva delle inquadrature è un invito a calarsi nei panni dell’attore, quasi sempre privo di volto; comunemente viene mostrata solo la donna, in quanto le star maschili non sono fatte per essere guardate, ma per essere usate come alter ego perfetto di chi guarda.
Questo tipo di pornografia finisce inevitabilmente per condizionare la nostra percezione del sesso e del desiderio, appiattendola su un unico punto di vista: quello maschile, bianco, eterosessuale e dominante, intriso frequentemente di cliché razzisti, abilisti o sessisti, tant’è che quando appaiono persone con etnie diverse da quella cosiddetta caucasica viene prontamente specificato.
Il nuovo pubblico del porno inizia a richiedere l’adozione di dinamiche lavorative differenti.
L’alternativa proposta, nata all’interno dei movimenti femministi, è quella di lavorare alla realizzazione di un tipo di pornografia etica: essa nasce dall’esigenza di rinnovare il mondo del porno, estirpandone ogni accezione maschiocentrica e rendendolo più fluido, eterogeneo, inclusivo; non solo si pone l’obiettivo di essere rappresentativa anche per donne e persone queer, ma punta a sradicare le dinamiche di sfruttamento e coercizione, promuovendo una cultura del consenso e della reciprocità del piacere. Gli attori vengono infatti coinvolti nella condivisione dei punti di vista sulla messa in scena e nella decisione delle pratiche sessuali da rappresentare.
Il porno etico/femminista vuole enfatizzare le sensazioni, la sessualità e l’intimità, mostrando integralmente i corpi di tutti gli attori coinvolti, non solo i genitali.
La produzione di porno etico non intende escludere gli uomini e il loro punti di vista, ma smettere di replicare una visione gerarchica, fallocentrica e talvolta misogina del sesso.
In un’epoca in cui la pornografia viene impropriamente utilizzata come strumento di educazione sessuale, è importante fornire al pubblico contenuti che adottino una prospettiva quanto più rispettosa possibile.
Raramente il porno etico è anche gratuito e i costi sono simili a quelli di un abbonamento streaming; al momento, le principali piattaforme in cui poterne usufruire sono: uniporn.tv, Bright Desire, makelovenotp0rn.tv, XConfessions di Erika Lust e Joybear.
Uniporn.tv dichiara che il loro catalogo “ospita unicamente film in cui le persone che hanno lavorato alla produzione e alla post-produzione lo abbiano fatto in condizioni di sicurezza, con assoluta consensualità e dietro un giusto riconoscimento economico. Non accettiamo nella nostra piattaforma alcuna forma di discriminazione su base razziale, economica, di genere e sesso, abilità fisica, età, credo politico o religioso. Per noi il piacere è di tutti, e può avere infinite forme.”
Tirocinante: Margherita Alessio
Tutor: Cristiana Sardellitti
Riferimenti:
Come realizzare un Porno Femminista
https://www.nssgclub.com/it/lifestyle/24941/sex-wars-feminism-porn
https://www.psicoterapie.org/555.htm
https://www.thewom.it/lifestyle/love-sex/porno-etico
https://www.ultimavoce.it/pornografia-etica-il-porno-come-mezzo-di-battaglia-sociale/
https://www.vice.com/it/article/5dbvaa/porno-femminista-siti



