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“Raggiungo l’orgasmo solo stando sopra: c’è qualcosa che non va in me?”

Navigando in rete ricorre questa preoccupazione nei forum tutti al femminile. Una preoccupazione strettamente connessa a quell’ideale comune che collega questo fenomeno ad un problema nel raggiungimento dell’orgasmo vaginale. Perciò la premessa fondamentale, che permette di rispondere alla domanda e di sfatare un falso mito, è sottolineare quanto sia erronea la concezione secondo cui esistano due differenti tipi di orgasmo femminile, quello vaginale e quello clitorideo, considerati rispettivamente orgasmi di serie A e di serie B.

Una distinzione inesistente oltre che dannosa: esiste un solo ed unico orgasmo! Fisiologicamente, non sono evidenziabili due distinti orgasmi permessi da due distinti organi ma un solo orgasmo in cui ciò che cambia è il modo in cui viene conquistato, le stimolazioni e le dinamiche che permettono e differenziano il suo raggiungimento in termini di presenza/assenza, intensità e sensazioni (Consolo, 2020).

Molte donne affermano di aver sperimentato l’orgasmo durante un rapporto sessuale solo grazie alla stimolazione del clitoride, di non aver mai provato nella propria vita un vero e proprio orgasmo vaginale e ambiscono al suo raggiungimento che sembra così inarrivabile perché ritenuto legittimo solo se ottenuto tramite la penetrazione vaginale priva di contatto diretto e indiretto con il clitoride, un orgasmo puro, esente dalla stimolazione di qualsiasi altra zona erogena.

Oggi sappiamo che non è così, che l’orgasmo è apprezzabile a prescindere da quale sia la stimolazione che l’ha scaturito e che la concomitanza di più stimolazioni può facilitarne il raggiungimento. Proprio per questo, è normale che durante un rapporto sessuale la donna ottenga l’orgasmo più facilmente in alcune posizioni piuttosto che in altre: può dipendere dalle zone che vengono sollecitate, dal proprio modo di provare piacere, dall’anatomia dei propri organi genitali, da quanto ci si sente a proprio agio e viene ritenuta confortevole una determinata posizione e dalla possibilità che quest’ultima offre di muoversi secondo il proprio gradimento e beneficio.

Quindi, arrivare all’orgasmo esclusivamente “stando sopra” a causa della facilità con cui il clitoride viene stimolato e dell’opportunità di scegliere come muoversi non è indice di una problematica. Può essere però interessante scoprire quali altre posizioni sembra riescano a favorirlo, per esempio “la posizione dell’incudine” in cui la donna si trova sotto e poggia le gambe sulle spalle del partner alzando il bacino o quella “del cucchiaio” in cui i due partner sono entrambi sdraiati su un fianco, con le gambe piegate e l’uomo è dietro stretto contro la schiena della donna.

Tra tutte però, è stata identificata una posizione nota come “tecnica dell’allineamento coitale” (CAT) che, permettendo la stimolazione del CUV (Complesso del Clitoride, dell’Uretra e della parte anteriore della Vagina) può innescare perfino orgasmi simultanei. Tale posizione (vedi foto in alto) prevede che la donna sia supina e che l’uomo si stenda sopra di lei, proteso in avanti, permettendo alla base del pene di entrare in contatto diretto con il clitoride della donna. Ad essere particolare non è solo la posizione, ma anche il movimento, che non è “dentro fuori” bensì oscillatorio e che prevede quindi una penetrazione continua.

Inoltre, mentre la donna con il bacino spinge leggermente verso l’altro, l’uomo esercita una lieve contropressione verso il basso. Tutto ciò, rendendo la penetrazione ininterrotta, permette al contatto pene-clitoride di rimanere costante lungo tutta la durata del rapporto (Pierce, 2000).

Certamente, ad essere più o meno propedeutiche al raggiungimento dell’orgasmo, non sono solo le posizioni assunte ma anche altri aspetti fondamentali come la respirazione (che dovrebbe essere diaframmatica, lunga e profonda) e dei movimenti autonomi (anche se è l’uomo che si sta  muovendo con il proprio ritmo, può essere utile continuare a compiere movimenti indipendenti volti ad assecondare quelli del partner ma anche a ricercare ed inseguire attivamente piacere), la muscolatura pelvica, l’aspettativa orgasmica, la pressione psicologica esperita, l’ambiente ed il senso di sicurezza ad esso connesso, il livello di complicità, i preliminari, la conoscenza del proprio corpo e la consapevolezza di meritare il piacere, di averne pieno diritto, di poterlo accogliere senza inibizioni come ci spiega la Dott.ssa Ilaria Consolo nel suo libro ”Il piacere femminile. Scoprire, sperimentare e vivere la sessualità” (2017).

 

Tirocinante: Vanessa Costa

Tutor: Fabiana Salucci 

 

Sitografia:

https://www.psicologiacontemporanea.it/blog/lorgasmo-femminile/

https://www.terranostranews.it/2018/02/05/sesso-le-4-posizioni-migliori-lorgasmo-femminile/

https://www.centroilponte.com/qual-la-posizione-sessuale-favorisce-lorgasmo-simultaneo/

 

Bibliografia:

Consolo, I. (2017) Il piacere femminile. Scoprire, sperimentare e vivere la sessualità. Giunti Editore.

Consolo, I. (2020). L’orgasmo femminile in Psicologia Contemporanea. N. 279.

Pierce, A. P. (2000). The coital alignment technique (CAT): An overview of studies. Journal of Sex & Marital Therapy, 26, 257-268.

 

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