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Quando porno e fantasie sostituiscono la realtà

‘’Il sesso è più eccitante sullo schermo e tra le pagine che tra le lenzuola ’’ disse Andy Warhol. Nonostante il paradosso contenuto in questa frase, alcune persone al giorno d’oggi sarebbero ben d’accordo ad accogliere l’asserzione di questo alternativo ed eclettico artista.

Durante gli anni che seguirono la seconda guerra mondiale, sia negli USA che in Europa il comportamento sessuale degli uomini e delle donne subì una graduale e sempre più evidente metamorfosi. Numerose inchieste ed indagini statistiche ne analizzarono le tendenze principali e molti di queste vennero tradotte in diverse lingue arrivando anche in Italia. Da allora, argomenti come l’orgasmo femminile, la masturbazione, la sessualità degli adolescenti e le tecniche contraccettive, furono affrontate in testi specialistici, sui quotidiani, sulle riviste, nei romanzi, nelle opere teatrali e nei film. Un’altra importante ‘invenzione’ che cambiò completamente l’approccio alla sessualità e alla conoscenza del corpo fu l’avvento della pornografia durante l’inizio degli anni ‘70. Non solo si poteva far sesso, ma lo si poteva anche osservare e commentare. I canoni del porno cambiarono non solo la percezione del sesso ma anche l’approccio all’educazione sessuale, rivoluzionando la sessualità e dandone una visione più ludica e coinvolgente per entrambi i partner.
Dalle grandi conquiste sulla sessualità del XX secolo ad oggi, un secolo dopo, le cose non sembrano andare meglio, ma via via peggiorare. Il sesso è certamente esplorato e normalizzato dalla scienza ma viene esibito, svilito e banalizzato dalla comunicazione. Viene commercializzato! Così, poco o nulla rimane di quell’alone di mistero e trasgressione che lo avvolgeva. Con l’avvento di internet, degli smartphone e del modus operandi ‘voglio poter fare qualsiasi cosa in qualsiasi momento’ è stato possibile dare il via ad una nuova versione della sessualità: il “sesso 2.0”. L’atto sessuale è stato svincolato dalla fisicità concreta; chiunque può avere il suo ‘momento di eros’ guardando immagini pornografiche o film porno su uno dei tanti siti online; può intrattenersi su chat e videochiamate nei numerosi siti di incontro, senza la paura di legami che ostacolino la propria libertà o che facciano sentire rifiutati. Dati sconvolgenti emergono da un sondaggio condotto dalla Società Italiana di Andrologia diretta dal professor Carlo Foresta: su oltre 7.000 studenti delle scuole superiori di Padova, nonostante l’età, una grossa parte di maschi (il 12% degli intervistati) afferma di essere così abituato ad avere rapporti virtuali da non desiderare più quelli reali.
L’evidenza di recenti statistiche che attestano come molte persone siano sempre più propense a intrattenere relazioni o rapporti virtuali sembra essere confermata dalla semplicità offerta dai social o dai vari siti nel reperire materiale pornografico; questa facile reperibilità porta gli utenti ad essere sempre meno attratti dalla “fatica” che comporta avere una relazione reale. Per molte persone, il cybersex è solo un modo per trasgredire le regole, giocare con l’eros e parlare di sesso; per altri individui invece, assume una connotazione totalmente differente, diventando una vera e propria dipendenza che ha conseguenze devastanti sulla vita reale. Questi soggetti perdono il senso della sessualità concreta, arrivando ad annullare le relazioni interpersonali, intaccando l’ambito lavorativo e sociale. Per avere un’idea della portata di questo fenomeno, alcuni importanti dati sono evidenziati in questa dettagliata descrizione del dott. Fabrizio Quattrini e del dott. Michele Spaccarotella: “Ogni secondo si spendono nel mondo 3075 dollari in pornografia. È solo uno dei dati forniti da Wired, giornale statunitense che si occupa di cultura, economia e politica. Il giro d’affari dell’industria del porno ogni anno è di circa 97 miliardi di dollari, con circa 5 milioni di siti dedicati alla pornografia. Il 90% del mercato mondiale riguarda quattro paesi in particolare: Cina, Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti. […] Tra i vocaboli più ricercati su Internet al primo posto figura la parola sex con 75.608.612 di clic”. La porno dipendenza è una ricerca compulsiva di appagamento sessuale mediante l’uso di materiale pornografico. Essa si esplica principalmente attraverso Internet con l’accesso agli innumerevoli siti porno presenti in rete e con la comunicazione per mezzo di chat erotiche. Introdotto dal dottor Ivan Goldberg nel 1995 e denominato ‘’I.A.D – Internet Addiction Disorder’’, questo concetto è ad oggi oggetto di un attivo dibattito tra chi lo classifica come atteggiamento compulsivo e chi come una vera e propria dipendenza.
Le caratteristiche di Internet, come l’anonimato, l’economicità e l’accessibilità promuovono attività legate al cybersex poiché la rete viene considerata come una alternativa sicura rispetto agli incontri nella vita reale (Cooper, Scherer, Boies, & Gordon, 1999). Su internet non si corre il rischio di essere giudicati e ci si può creare una nuova identità (talvolta anche molto diversa da quella reale). Infine il ventaglio di scelta del proprio partner è molto più ampio e chiunque può avere l’illusione di aver trovato “l’anima gemella”… per qualche momento. Anche peculiari caratteristiche personali sembrerebbero influenzare l’insorgenza dell’I.A.D, tra cui: traumi o eventi negativi accaduti nel passato quali abusi fisici emotivi o sessuali (Kor, Zilcha-Mano, Fogel, Mikulincer, Reid, & Potenza, 2014), vergogna e scarsa autostima (Flores, 2004) ed infine disturbi del controllo degli impulsi (Blankenship & Laaser, 2004).
Numerose ricerche hanno evidenziato che l’uso eccessivo di Internet porta progressivamente a delle difficoltà soprattutto nell’area relazionale dell’individuo, il quale viene assorbito dalla sua esperienza virtuale, rimanendo “agganciato” alla rete. Il dibattito se sia possibile o no sviluppare una dipendenza nei confronti della rete al pari della droga o dell’alcol rimane ancora aperto. Molti studiosi, pur riconoscendo che l’abuso di Internet può portare a conseguenze negative, rifiutano l’idea che si possa parlare di una vera e propria dipendenza poiché non ancora comprovata scientificamente. Considerare l’uso eccessivo del web al pari di un disturbo psichiatrico primario, potrebbe indurre ad errori nella pratica clinica (Huang M.P. e Alessi N.E., 1996). Osservando questa astrusa e complessa cornice di dati ed eventi, si potrebbe pensare che in un mondo in cui si fa di tutto affinché la tecnologia possa essere d’aiuto e di supporto nella nostra quotidianità, ci si sia dimenticati della bellezza che risiede nella semplicità di un incontro faccia a faccia. Tuttavia, in un mondo in cui il tram-tram quotidiano diminuisce all’essenziale gli scambi interpersonali, il web può apparire l’unico canale di sfogo. Saltare a conclusioni affrettate non è quindi la via migliore per venire a capo della questione; quanto detto non vuole essere necessariamente una condanna alle attività online ma un invito ad una valutazione critica dei fatti, considerandone pro e contro. Forse uno spunto di riflessione utile potrebbe essere che le innovazioni quali internet e la tecnologia sono strumenti nelle mani dell’uomo e non il contrario.

Tirocinante: Alessia Iusi

Tutor: Davide Silvestri

Bibliografia

Blankenship, R., & Laaser, M. (2004). Sexual addiction and ADHD: Is there a connection? Sexual Addiction & Compulsivity, 11(1-2), 7-20.

Cooper, A., Scherer, C. R., Boies, S. C., & Gordon, B. L. (1999). Sexuality on the Internet: From sexual exploration to pathological expression. Professional Psychology: Research and Practice, 30(2), 154.
Flores, P. J. (2004). Addiction as an attachment disorder. Jason Aronson.

Goldberg, A. I., & Young, K. La Dipendenza da Internet: IAD Internet Addiction Disorder.
Huang MP, Alessi NE: The Internet and the future of psychiatry. American Journal of Psychiatry 153: 861-869, 1996
Kor, A., Zilcha-Mano, S., Fogel, Y. A., Mikulincer, M., Reid, R. C., & Potenza, M. N. (2014). Psychometric development of the Problematic Pornography Use scale. Addictive behaviors, 39(5), 861-868.

Linkografia

Il fenomeno pornodipendenza


https://it.wikipedia.org/wiki/Dipendenza_dalla_pornografia

PORNOGRAFIA: Pornofilia, pornofobia e pornodipendendenza


http://www.repubblica.it/rclub/piaceri/2017/09/26/news/diario_erotico_di_un_cybernauta_il_sesso_2_0-176547582/
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/12/16/generazione-no-sex.html

Erezioni Virtuali: Porno Online e Impotenza

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