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Le applicazioni di incontri, note comunemente come dating apps, rappresentano strumenti digitali mobili che utilizzano la funzionalità GPS per facilitare la geolocalizzazione di individui nelle immediate vicinanze e stabilire contatti di natura intima o relazionale. Sotto il profilo funzionale, queste piattaforme possono essere suddivise in due macrocategorie principali: la prima comprende applicazioni orientate specificamente alla comunità LGBTQ+ (come Grindr), caratterizzate da un’interazione a feed aperto in cui gli utenti possono avviare conversazioni dirette con chiunque attraverso chat private; la seconda categoria è composta da interfacce regolate dal meccanismo del mutual match (o double opt-in), come nel caso di Tinder, dove la comunicazione privata è consentita soltanto nel momento in cui due utenti esprimono un interesse reciproco e simultaneo.

L’emergere del dating online ha segnato un mutamento culturale significativo, inaugurato nei primi anni Duemila con la diffusione su larga scala degli smartphone. Questo fenomeno si inserisce in una transizione socio-culturale più ampia, avviata a partire dagli anni Sessanta, in cui l’affettività e la sessualità sono state progressivamente svincolate dalle logiche familiari ed economiche strutturali, venendo ricollocate nell’alveo del discernimento e dell’autodeterminazione individuale. Tale mutamento ha condotto alla proliferazione di un’ampia varietà di piattaforme, progettate per intercettare bisogni e segmenti di utenza assai diversificati. Le prime interfacce a guadagnare rilevanza sul mercato furono Zoosk, fondata nel 2007, e Skout, inizialmente concepita come social network e successivamente riconvertita in app di incontri nel 2009, anno in cui faceva il suo esordio anche Grindr. Tinder, lanciata nel 2012, ha registrato una crescita esponenziale raggiungendo i 50 milioni di utenti in soli sei anni. Secondo i dati Statista, nel 2021 Tinder si è confermata l’applicazione di incontri più scaricata a livello globale, seguita da Badoo e Bumble. In Italia, rilevazioni risalenti a marzo 2023 indicano che tra i servizi di dating a pagamento più utilizzati figurano Badoo, Tinder e Meetic. Negli ultimi anni, l’evidente pervasività del fenomeno ha suscitato un crescente interesse in ambito accademico, stimolando una cospicua produzione di ricerche che analizzano l’impatto di tali strumenti da prospettive sociologiche, psicologiche e cliniche. I pionieri nell’adozione di queste tecnologie sono stati prevalentemente i membri della comunità LGBTQ+, i quali hanno successivamente esteso il proprio raggio d’azione anche a piattaforme originariamente destinate a un pubblico eterosessuale, implementando strategie innovative per esprimere la propria identità e sfidare l’eteronormatività intrinseca alle architetture digitali di tali interfacce. Ciononostante, le modalità di utilizzo e i codici comunicativi tra utenti appartenenti alla comunità LGBTQ+ e utenti eterosessuali mantengono specificità significativamente differenti, giustificando la coesistenza di mercati e applicazioni targettizzate. A livello globale, la demografia del dating online si concentra prevalentemente nella fascia giovanile: gli individui sotto i trent’anni rappresentano infatti circa il 70% dell’utenza complessiva. In Europa e nel Nord America, la percentuale di single che si avvale di tali servizi si attesta intorno al 30%, mentre in America Latina il dato raggiunge il 46%.

La popolarità delle app basate sulla geolocalizzazione in tempo reale ha contribuito a una rapida destigmatizzazione del fenomeno, specialmente tra i nativi digitali, sebbene in contesti sociali caratterizzati da una maggiore resistenza culturale lo stigma associato all’incontro online possa parzialmente persistere. Dal punto di vista della psicologia dei consumi, le dating apps non possono essere ridotte a meri canali volti alla costruzione di relazioni romantiche, contrariamente a quanto suggerito dal celebre slogan di Tinder: “Trova. Chatta. Incontra.” La letteratura scientifica ha evidenziato come le motivazioni sottostanti all’uso di questi applicativi siano molteplici, stratificate e correlate a variabili quali l’età, il genere e la frequenza d’uso. Sumter et al. (2017), in uno studio condotto su un campione di giovani adulti olandesi tra i 18 e i 30 anni, hanno isolato sei macro-motivazioni principali, tra cui spiccano la ricerca di un partner sessuale, il bisogno di disclosure e l’accettazione di sé. Ricerche successive hanno esteso questa tassonomia fino a individuare tredici fattori motivazionali, includendo variabili cross-mediali quali l’approvazione sociale, la curiosità e l’intrattenimento puro. Quest’ultimo aspetto, legato alla dimensione ludica dell’utilizzo (gamification), è stato indagato anche da Sobieraj e Humphreys (2022), i quali hanno evidenziato come uomini e donne eterosessuali tendano a capitalizzare l’intrattenimento sulla piattaforma secondo modalità differenziate e culturalmente orientate. Gli uomini tendono maggiormente a percepire l’interazione e il matching multiplo come un indicatore di successo e conquista, funzionale alla validazione della propria mascolinità all’interno del gruppo dei pari. Al contrario, l’utenza femminile manifesta più frequentemente un uso sociale e condiviso dell’applicazione, orientato alla consultazione collettiva dei profili, alla selezione condivisa dei partner o alla conversazione scherzosa e ironica attorno alle dinamiche dell’app stessa.

Tirocinante: Giulia Orsini

Tutor: Maurizio Leuzzi

 

Bibliografia:

 

Bandinelli, C. (2022). Dating apps: towards post-romantic love in digital societies.

International Journal of Cultural Policy, 28(7), 905-919.

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Bandinelli, C., & Gandini, A. (2022). Dating Apps: The Uncertainty of Marketised Love.

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Comunello, F., & Parisi, L. (2020). Dating apps. In K. Ross, I. Bachmann, V. Cardo, S.

Moorti, & M. Scarcelli (Eds.), The International Encyclopedia of Gender, Media

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MAZZAROL, M. L’amore ai tempi del digitale. Uno studio sull’utilizzo delle app d’incontri tra i giovani.

 

Sobieraj, S., & Humphreys, L. (2022). The Tinder Games: Collective mobile dating app

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