in Devianza e Parafilie, Sexlog

Il voyeurismo, è una parafilia in cui l’eccitazione sessuale nasce dall’osservare di nascosto persone ignare, spesso durante momenti di intimità, come quando si svestono o sono coinvolte in atti sessuali. Per poter essere diagnosticato il disturbo voyeuristico, tale condizione deve causare disagio significativo.
Questo disturbo può manifestarsi in diverse modalità, incluso l’uso della tecnologia, come nel caso di registrazioni in cabine da bagno, l’installazione di telecamere in ambienti privati o nell’ “upskirting”, ovvero scattare foto o registrare sotto i vestiti di qualcuno.

Le implicazioni legali variano da paese a paese: in alcuni contesti, la non consapevolezza della vittima è necessaria per la configurazione del reato, mentre in altri è sufficiente l’atto voyeuristico indipendentemente dal consenso. Le vittime possono affrontare gravi conseguenze psicologiche, come ansia, depressione e disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e provare una forte sensazione di violazione, umiliazione e imbarazzo, e questi effetti possono durare nel tempo, influenzando profondamente le loro relazioni personali e la qualità della vita.

L’esperienza voyeuristica è spesso accompagnata da un’intensa eccitazione sessuale, culminante in atti autoerotici durante o dopo l’osservazione. Un elemento chiave è la meticolosa costruzione dello scenario voyeuristico, che contribuisce all’eccitazione. Il voyeurista sembra bloccato nella fase iniziale del corteggiamento, ossia nell’individuazione del partner, senza riuscire a sviluppare una relazione funzionale.

Il fenomeno può avere origine nell’adolescenza, intorno ai 15 anni, quando la curiosità sessuale si esprime attraverso atti di osservazione che, in alcuni individui, possono diventare cronici e perdurare nel tempo. Alcuni voyeur si limitano a osservare in contesti socialmente accettabili, come le spiagge nudiste, mentre altri sviluppano tendenze compulsive che li spingono a comportamenti più intrusivi.

L’epidemiologia del disturbo mostra una prevalenza maggiore negli uomini, con un rapporto di circa 3:1 rispetto alle donne; tuttavia, alcuni studiosi sottolineano la necessità di condurre ulteriori ricerche, specialmente considerando l’uso delle nuove tecnologie che potrebbero modificare il panorama del comportamento voyeuristico. Tra i fattori di rischio vi sono tratti temperamentali come ansia, insicurezza e dipendenza emotiva, oltre ad esperienze di abuso sessuale infantile, ipersessualità e dipendenze.

Secondo la teoria delle lovemap di John Money, ogni individuo sviluppa una mappa mentale della propria sessualità che guida desideri, impulsi e comportamenti. Nel caso del voyeurista, il piacere è strettamente legato all’osservazione furtiva e alla trasgressione, con un impulso che può generare ansia e disagio se inibito.

Un’altra ipotesi suggerisce che il voyeurismo possa derivare da una paura inconscia della separazione o della perdita di un oggetto significativo nella prima età adulta. Questo porterebbe l’individuo a sviluppare un bisogno compulsivo di mantenere un contatto visivo con l’oggetto del desiderio, trasformandolo in un comportamento disfunzionale. Altri fattori, come esperienze infantili, ambiente familiare e predisposizione genetica, possono contribuire all’insorgenza del disturbo.

Otto Fenichel ha proposto una lettura psicodinamica, associando le tendenze voyeuristiche a una fissazione alla scena primaria infantile, in cui il bambino assiste o percepisce un atto sessuale tra i genitori. In questo contesto, il voyeurismo può essere interpretato come un tentativo inconscio di ripetere o rivivere quella scena primaria; gli individui potrebbero cercare di soddisfare i loro desideri e curiosità sessuali osservando segretamente gli atti sessuali altrui, come se stessero cercando di riappropriarsi dell’esperienza originaria della scena primaria.

Il trattamento del disturbo voyeuristico non è indirizzato a eliminare il comportamento in sé, quanto a lenire lo stato di ansia ad esso associato e a diminuire comportamenti compulsivi. L’intervento terapeutico si concentra sull’educazione alla relazionalità e alla sessualità consapevole, promuovendo esperienze interpersonali più sane e rispettose.

 

Tirocinante: Sara Ustino
Tutor: Maurizio Leuzzi

 

Bibliografia
– Lakhepatil, S. (2023). Study on the Offences of Stalking, Voyeurism and Sexual Harassment in India. Asian Law & Public Policy Review, 8, 61-70.
– Lister, V. P., & Gannon, T. A. (2023). A Descriptive Model of Voyeuristic Behavior. Sexual Abuse, 10790632231168072.
– Quattrini, F. (2015). Parafilie e devianze. Psicologia e psicopatologia del
comportamento sessuale atipico. Giunti Editore S.p.A.

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