in Devianza e Parafilie, Sexlog

Il termine “katoptronofilia” deriva dal greco katoptron (specchio) e philia (amore): esso viene usato per definire una parafilia nella quale l’individuo prova piacere nell’osservare la propria immagine riflessa in uno specchio durante l’atto sessuale.

Secondo il DSM-5, una parafilia rappresenta “qualsiasi intenso e persistente interesse sessuale diverso dall’interesse sessuale per la stimolazione genitale o i preliminari sessuali con partner umani fenotipicamente normali, fisicamente maturi e consenzienti”. Nella katoptronofilia l’oggetto centrale del desiderio non è il partner, ma il proprio riflesso.

Nonostante ciò, è importante precisare che non tutte le espressioni di questa pratica sono patologiche: viene considerata tale solo se causa disagio significativo, compromette il funzionamento relazionale e sociale, oppure se rappresenta l’unica modalità attraverso la quale la persona riesce a provare piacere sessuale. Il comportamento in questione diventa quindi clinicamente rilevante solo se porta sofferenza o disfunzionalità.

Il volume “Objects and Object Relations in Psychoanalysis” esplora la valenza simbolica dello specchio in psicoanalisi e nella sessualità, e parla di katoptronofilia come spesso associata al narcisismo. L’utilizzo del proprio riflesso come fonte di piacere è infatti anche un modo per esercitare controllo e alimentare l’autocompiacimento. L’appagamento non deriva dall’incontro con l’altro, ma dalla contemplazione di sé in una dimensione performativa e, soprattutto, idealizzata. Inoltre, concentrarsi esclusivamente sulla propria immagine riflessa è un modo per limitare il coinvolgimento emotivo con il partner: il soggetto cerca gratificazione attraverso la propria immagine e l’altro è ridotto a mero “sfondo”, o comunque ad un mezzo funzionale al sé. Questo indebolimento della dimensione intersoggettiva, la carenza di empatia e il piacere esclusivamente auto-riferito si riscontrano spesso in personalità con tratti narcisistici.

Sebbene questa preferenza sessuale possa, in alcuni casi, indicare un funzionamento relazionale disfunzionale, è possibile interpretarla anche in un’altra prospettiva: la katoptronofilia, pur essendo centrata sul sé, può rappresentare — nella sua manifestazione parafilica — una forma alterata di un piacere visivo che, in condizioni tipiche, è parte integrante della sessualità sana e condivisa.

Uno studio del 2020 di Ferrari e colleghi si è posto come obiettivo quello di indagare quali parti del corpo provocano eccitazione sessuale quando vengono toccate, guardate su sé stessi o guardate sul corpo del partner. I risultati mostrano che le aree più erogene al tatto sono anche quelle considerate più eccitanti da guardare, sia sul proprio corpo che su quello dell’altro: la mappa del piacere sessuale risulta quindi coerente. L’articolo introduce il concetto di “specchio erogeno” (erogenous mirror): la vista del piacere, anche riflesso, può essere tanto coinvolgente quanto il contatto diretto.

Provare soddisfazione sessuale nel guardare il proprio corpo che viene toccato non è dunque disfunzionale di per sé, in quanto la sessualità umana è profondamente multisensoriale. Nella katoptronofilia questo processo visivo viene però diretto solo verso sé stessi, e il meccanismo naturale del rispecchiamento sessuale viene deviato su un asse puramente autoreferenziale. Nella sessualità condivisa lo specchio erogeno può rinforzare l’intimità e rendere l’esperienza sensoriale più intensa e coinvolgente; nella parafilia lo specchio diviene un filtro tra sé e l’altro, che finisce per limitare la reciprocità.

Utilizzare una superficie riflettente per osservare sé stessi durante i rapporti può rispondere al bisogno umano di vedersi “da fuori”, di sentirsi desiderabili. La katoptronofilia, pur nella sua atipicità, stimola a riflettere su quanto lo sguardo e l’immagine di sé siano centrali nella sessualità – a volte come strumenti di connessione all’altro, altre volte come mezzi di auto esplorazione.

TIROCINANTE: Nadia Fabbricatore

TUTOR: Maurizio Leuzzi

Bibliografia

Ferrari, C., Cattaneo, L., Oldani, L., & Parmigiani, S. (2020). The erogenous mirror: Intersubjective and multisensory maps of sexual arousal in men and women. Archives of Sexual Behavior, 49, 2135–2148. https://doi.org/10.1007/s10508-020-01756-1

Perrella, R. (2023). Through the mirror: Concept maps to not lose (one’s way between) objects. In R. Perrella (Ed.), Objects and object relations in psychoanalysis (pp. 151–162). Springer. https://doi.org/10.1007/978-3-031-49811-4_9

Unobravo. (n.d.). La sessualità e i suoi disturbi. https://www.unobravo.com/post/la-sessualita-e-i-suoi-disturbi

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