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Il koro (in cinese chiamato suo-yang) è uno stato ansioso nel quale i maschi che ne sono affetti credono che il loro pene si stia restringendo e/o ritraendo verso l’addome e che possa scomparire. Le donne affette da koro invece, temono che la vulva e i seni si possano restringere nell’addome e nel petto. In entrambi i sessi si manifesta la convinzione che a seguito di questo restringimento possa sopraggiungere la morte. Si ritiene che il termine “koro”, sebbene non sia certa la sua origine, derivi da una parola malese “kura” che significa “la testa di una tartaruga”. Il koro è stato considerato una condizione legata alla cultura cinese. Tuttavia tale fenomeno è noto anche tra diversi gruppi etnici e religiosi dell’Asia e dell’Africa in tempi più recenti, di solito in culture in cui la capacità riproduttiva è un fattore determinante per il valore di un giovane.

In diverse culture si presume che il restringimento del pene porti non solo alla disfunzione erettile e/o all’infertilità, ma anche alla morte, se i genitali dovessero ritrarsi completamente e “scomparire”. Questo spiega il trattamento praticato in caso di attacchi di panico, che consiste nel trattenere il pene manualmente o con strumenti speciali. Inoltre, il trattamento tradizionale prevedeva l’esecuzione di rituali di esorcismo da parte di altre persone, seguiti da rumori di petardi, tamburi e gong che aggravavano ulteriormente lo stato d’ansia. La presunta possessione dello spirito di volpe (gli spiriti di volpe che si trasformano in femmine fatali sono un tema classico del folklore cinese) doveva essere interrotta picchiando ripetutamente l’uomo fino ad estrarre lo spirito strizzandolo dal dito medio con delle bacchette.

Da un punto di vista clinico, la sindrome di Koro è una malattia multidimensionale che si presenta come una convinzione schiacciante che i propri organi sessuali si stiano restringendo nel corpo. La condizione è accompagnata da attacchi d’ansia che vanno da moderati a gravi e dalla paura di un esito fatale. Questa sindrome colpisce di solito giovani maschi che credono fortemente nei miti legati al sesso e la condizione coesiste con depressione, ansia e psicosi. Può portare ad una riduzione dell’autostima, della qualità della vita e persino a lesioni fisiche (a causa delle misure estreme adottate dalla persona affetta dalla sindrome di Koro per evitare la retrazione genitale). Il trattamento consiste solitamente nella psicoterapia: nella Koro sporadica, il disturbo psichiatrico primario viene gestito con la prescrizione di antidepressivi, ansiolitici, psicotici, sedativi.

Esistono due tipi di Koro:
– Endemico, legato alla cultura, epidemico in alcune zone dell’Asia orientale e del sud-est. La Koro epidemica è legata alla cultura, a causa di credenze radicate nella letteratura storica o nel folklore, e si presenta con i classici sintomi primari della Koro, come uno stato d’ansia profondo, simile al panico, per la retrazione del pene e la paura di una morte imminente.
– Sporadico, il quale non ha un legame culturale e i sintomi sono di solito secondari a schizofrenia, disturbi affettivi o medici e persino all’uso di droghe a scopo ricreativo.

Nella letteratura inglese sono state riportate almeno 12 epidemie di Koro tra il 1969 e il 2017, per un totale di 1885 casi. È interessante notare come gli uomini siano colpiti in modo sproporzionato dalla sindrome di Koro, mentre le donne costituiscono solo meno del 10% dei casi totali. Un tempo la prevalenza della Koro epidemica era massimo in Cina, poiché si è verificata una serie di sette epidemie nel periodo 1948-1987. Dopo l’ultima epidemia del 1987, le campagne per la salute mentale e il miglioramento della situazione economica locale hanno contribuito alla graduale scomparsa della Koro in Cina.

Attualmente, la Koro è più comune in India, con le ultime quattro epidemie verificatesi dal 2010 che hanno colpito circa 250 persone. La Koro sporadica è meno frequente. Il numero di casi sporadici di Koro può essere sottostimato a causa della loro associazione con disturbi psichiatrici primari, uso di droghe o altre condizioni mediche, oltre alla difficoltà di caratterizzare con precisione i sintomi per una diagnosi.
Per attenuare gli effetti della disinformazione rispetto tale fenomeno, sarebbe opportuno un’educazione sessuale, per promuovere atteggiamenti sani circa l’immagine del corpo e la salute sessuale.

 

Tirocinante: Indre Bieliunaite
Tutor: Maurizio Leuzzi

 

Bibliografia
-Cohen, S., Tennenbaum, S. Y., Teitelbaum, A., & Durst, R. (1995). The koro (genital retraction) syndrome and its association with infertility: a case report. The Journal of urology, 153(2), 427–428. https://doi.org/10.1097/00005392-199502000-00044
-Mattelaer, J. J., & Jilek, W. (2007). Koro–the psychological disappearance of the penis. The journal of sexual medicine, 4(5), 1509–1515. https://doi.org/10.1111/j.1743-6109.2007.00586.x
-Strong, Y. N., Cao, D. Y., Zhou, J., Guenther, M. A., Anderson, D. J., Kaye, A. D., Blick, B. E., Anandi, P. R., Patel, H. Y., & Urits, I. (2023). Koro Syndrome: Epidemiology, Psychiatric and Physical Risk Factors, Clinical Presentation, Diagnosis, and Treatment Options. Health Psychology Research, 11, 1–5. https://doi.org/10.52965/001c.70165

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