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Aleister Crowley (pseudonimo di Edward Alexander Crowley), nato il 12 ottobre 1875 e morto il 1° dicembre 1947, è una figura controversa, emblema dell’esoterismo britannico del tempo. Inserito nel contesto dell’era post-vittoriana, un periodo segnato dalla reazione contro la morale rigida e ipocrita del XIX secolo, Crowley incarnava un’idea di liberazione erotica che si spingeva oltre i limiti convenzionali, abbracciando pratiche che erano considerate deviate o anormali, come la masturbazione e i rapporti omosessuali. Questa fase storica, caratterizzata anche dall’influenza delle teorie psicoanalitiche di Sigmund Freud, ha contribuito a una progressiva decostruzione della moralità vittoriana, stimolata dalla sfida all’autorità religiosa tradizionale portata avanti dalle teorie evoluzionistiche di Darwin e da una generale perdita di fede nelle chiese protestanti.

Autoproclamatosi “La Grande Bestia 666” e soprannominato “l’uomo più malvagio del mondo”, Crowley è stato spesso liquidato come un ciarlatano patetico, in gran parte a causa della sua pratica di magia sessuale (o magick, con l’aggiunta della lettera “K” per richiamare il termine greco ktéis, che significa vagina). Cresciuto in un mondo vittoriano bigotto, Crowley considerava il sesso come la forza più potente della vita e la fonte suprema del potere magico. Non si limitava a rompere i tabù sessuali, ma ne faceva il cuore della sua pratica magica, utilizzando atti sessuali devianti come strumenti per il raggiungimento di fini spirituali e materiali.

Un aspetto rilevante della sua figura è il ruolo che ha avuto nella reinterpretazione del Tantra in Occidente. Distaccato dal suo contesto culturale originale, il Tantra è stato da lui associato principalmente alla sfera sessuale, spogliandolo così da gran parte della sua complessità spirituale. L’ingresso di Crowley nel mondo dell’esoterismo avvenne nel 1898, quando si unì all’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata, un gruppo che combinava elementi di Ermetismo, Massoneria, Rosacrocianesimo e Cabala. Successivamente entrò a far parte dell’Ordo Templi Orientis (OTO), un’organizzazione fondata da Theodor Reuss, all’interno della quale contribuì allo sviluppo di nuovi rituali, tra cui la celebre Messa Gnostica. Sebbene non implicasse rapporti sessuali fisici, la cerimonia era profondamente simbolica e intrisa di significati erotici.

I rituali di Crowley erano estremamente trasgressivi e si spingevano verso pratiche sessuali volutamente al di fuori della norma, come il consumo di fluidi corporei e sostanze considerate impure (durante la Messa si consumavano vino e le cosiddette “torte di luce,” preparate con sangue fresco, preferibilmente mestruale). Nei suoi diari, Crowley documentò centinaia di atti di magia sessuale, alcuni dei quali finalizzati al guadagno economico, attraverso tecniche come l’immaginazione di una pioggia di monete d’oro al culmine dell’orgasmo. Arrivò persino a commercializzare pillole pubblicizzate come afrodisiaci, contenenti il proprio seme.

Nel 1920, fondò l’Abbazia di Thelema, una comunità utopica in Sicilia basata sul principio del “fai ciò che vuoi”. Questo luogo divenne un laboratorio per la sperimentazione libera con droghe, sesso e altri eccessi fisici. Esso incarnava la sua visione di una religione gnostica centrata su due figure simboliche: una bestia a sette teste e dieci corna, rappresentante le religioni tradizionali, e un drago, associato al numero 666, cavalcato da Babalon, il principio femminile supremo.

Crowley considerava il sesso come l’aspetto centrale dell’esistenza umana e la più potente fonte di energia magica. Riteneva che la repressione dell’istinto sessuale fosse alla radice della violenza e dei conflitti del mondo moderno e che la sua liberazione potesse rappresentare una soluzione. La sua magia sessuale non si limitava al semplice piacere fisico, ma mirava a superare i confini dell’io per raggiungere una continuità infinita, collegando l’erotismo al tema della morte. Per Crowley, il mago doveva infrangere ogni barriera tra puro e impuro, razionale e irrazionale, per liberare l’energia magica più profonda e piegare la realtà alla propria volontà.

Secondo lui, la via più diretta per sperimentare questa radicale trasgressione era quella dell’esaurimento assoluto, spingendosi fino a estremi di eccesso sessuale tali da raggiungere uno stato di “lucidità erotico-comatosa”. Questo stato rappresentava la fusione estrema tra l’orgasmo e la morte, il culmine della sua concezione di magia sessuale.
Le sue pratiche erano spesso caratterizzate da un marcato androcentrismo e, in diversi casi, da un’aperta misoginia. Nella sua visione, le donne erano considerate intrinsecamente subordinate, in quanto prive di una creatività autonoma. Sebbene coinvolgesse diverse “Donne Scarlatte” nei suoi rituali magici, Crowley mostrava una predilezione per cerimonie che includevano rapporti omosessuali. Era inoltre noto per sfruttare le donne, causando loro profonde sofferenze emotive, e in alcuni casi contribuendo allo sviluppo di gravi condizioni di instabilità mentale.

La visione di Crowley, basata sull’esaltazione degli individui forti a scapito delle masse, era fondamentalmente elitista e antiegualitaria. Sebbene le sue pratiche potessero essere liberatorie per alcuni, risultavano oppressive e distruttive per altri. In definitiva, la trasgressione, più che eliminare i tabù, li rafforzava, mantenendo vivo il desiderio di infrangerli senza mai trascenderli completamente.

 

Tutor: Maurizio Leuzzi
Tirocinante: Giorgia Affuso

 

Bibliografia
Urban, H. B. (2006). The beast with two backs. Magia sexualis: Sex, magic, and liberation in modern Western esotericism (pp. 109-140). University of California Press.

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