in Devianza e Parafilie, Sexlog

La necrofilia è una forma estrema di perversione in cui l’attrazione sessuale si concentra esclusivamente su un corpo privo di vita. Può assumere diverse forme: quella romantica, caratterizzata da un legame emotivo con il defunto; quella opportunistica, in cui l’atto sessuale è dettato dalla disponibilità del cadavere piuttosto che da un desiderio specifico; e quella esclusiva, in cui l’attrazione è rivolta unicamente a individui deceduti (Knafo, 2015).

Da un punto di vista clinico, le parafilie legate alla perdita di coscienza o alla morte possono affondare le loro radici in dinamiche profonde della psiche. L’assenza di reciprocità in questi comportamenti indica che il piacere non scaturisce da un’interazione genuina, ma dalla costruzione di una realtà in cui il soggetto detiene un controllo totale sull’oggetto del desiderio.
Sul piano psicodinamico, il significato di questa tendenza è stato ampiamente dibattuto: alcuni autori sostengono che alla base vi sia un’incapacità di tollerare la separazione e la perdita, mentre altri la interpretano come un modo per negare la mortalità, appropriandosi simbolicamente del corpo senza vita.

Spesso viene considerata un’espressione della pulsione di morte. Freud (1920) ha introdotto questo concetto (Thanatos), descrivendolo come una forza distruttiva e autodistruttiva, contrapposta alla pulsione di vita (Eros). Se quest’ultima è orientata alla costruzione di legami e alla conservazione dell’individuo, Thanatos spinge verso la dissoluzione, l’annullamento e il ritorno allo stato inorganico. In questa prospettiva, l’attrazione per un corpo inerte può essere interpretata come una manifestazione della pulsione di morte, che si esprime attraverso il desiderio di un oggetto sessuale privo di vitalità. L’individuo coinvolto in questi comportamenti, anziché rivolgere l’aggressività verso se stesso o verso esseri viventi, sposta la propria libido su un corpo morto, annullando così qualsiasi possibilità di conflitto, rifiuto o imprevedibilità tipica delle relazioni interpersonali.

Tuttavia, questa spiegazione, pur valida, non è sufficiente a chiarire la complessità psicodinamica del fenomeno. Melanie Klein (1946) ha ampliato il discorso introducendo l’idea che l’angoscia di annientamento e la paura della frammentazione psichica possano portare a scelte oggettuali patologiche.
L’angoscia di annientamento è una forma primitiva e pervasiva di terrore che si origina nelle prime fasi dello sviluppo, quando il neonato percepisce il mondo come instabile e minaccioso. Secondo Klein (1932), fin dalla nascita il bambino sperimenta la paura di essere sopraffatto da forze interne distruttive e da oggetti persecutori esterni. Questa angoscia è strettamente legata alla posizione schizoparanoide, in cui l’Io frammentato del bambino si difende attraverso meccanismi di scissione e proiezione.

Nel caso della necrofilia, questa angoscia potrebbe essere così intensa da portare a una fissazione patologica su oggetti inerti, che non possono attaccare, rifiutare o tradire il soggetto. L’attrazione per un corpo privo di vita, pertanto, non deriva solo da un impulso sessuale deviato, ma rappresenta una risposta inconscia ad una paura primordiale di annichilimento psicologico. Il cadavere diventa l’oggetto perfetto perché, privo di volontà e autonomia e non minaccia l’Io fragile di chi lo desidera. Attraverso questa relazione, il soggetto può esercitare un controllo assoluto e incontrastato, eliminando il rischio di frammentazione psichica e garantendo un’illusione di stabilità.

Questa dinamica può, inoltre, essere collegata all’angoscia di separazione e alla paura dell’oggetto amato come potenziale fonte di distruzione. Chi è incapace di tollerare l’assenza o la perdita dell’altro può risolvere questa tensione creando un legame assoluto con un oggetto privo di vita. La negazione della vitalità nell’altro diventa così un mezzo per garantire la propria continuità psichica, evitando il rischio di una disintegrazione dell’identità. Questa dinamica si collega strettamente alla posizione depressiva descritta dalla Klein, in cui la persona si confronta con la realtà della perdita dell’oggetto e con il senso di colpa derivante dalle proprie fantasie aggressive.

Nel caso della necrofilia, tuttavia, il passaggio dalla posizione schizoparanoide alla posizione depressiva sembra bloccato: il soggetto non riesce ad accettare la separazione e trasforma il proprio desiderio in una relazione patologica con un oggetto inanimato.
Un altro importante approfondimento si trova negli studi di Erich Fromm (1973), che distingue tra necrofilia e biofilia, intesa come amore per la vita. Per Fromm, questa condizione non si limita all’attrazione per i corpi senza vita, ma rappresenta una visione del mondo fondata sulla distruttività, il meccanicismo e la negazione dell’umano. Chi manifesta tale orientamento non prova soltanto desiderio per il cadavere, ma tende anche ad eliminare ogni segno di vitalità e spontaneità dalle relazioni, nel tentativo di evitare le incertezze e le sofferenze legate al rapporto con un altro essere vivente.

L’attrazione per la morte viene, quindi, interpretata non solo come una manifestazione estrema della pulsione distruttiva, ma anche come una difesa contro l’angoscia di annientamento e la paura della frammentazione psichica.
La teoria kleiniana offre una chiave di lettura utile per comprendere come la scelta dell’oggetto morto sia una strategia inconscia per mantenere il controllo e scongiurare il terrore della perdita. Questo approfondimento teorico è essenziale per sviluppare strategie terapeutiche più efficaci, volte a trasformare le pulsioni distruttive in modalità relazionali più adattive e vitali.

 

Tutor: Maurizio Leuzzi
Tirocinante: Sabrina Ghezal

Bibliografia

Freud, S., (1920/1989). Al di là del principio di piacere. OSF, Bollati Boringhieri.
Fromm, E. (1973). Anatomia della distruttività umana. Mondadori.
Klein, M., (1946). Notes on some schizoid mechanisms. International Journal of Psycho-Analysis.
Klein, M., (1932). The psychoanalysis of children. London: Hogarth Press.
Knafo, D., (2015). For The Love oF Death: Somnophilic And Necrophilic Acts And Fantasies.

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