in LGBTQIA, Sexlog

Negli ultimi anni diversi studi hanno analizzato la deumanizzazione delle persone transgender, distinguendone tre principali sfumature: oggettificazione, sessualizzazione e feticizzazione. L’oggettificazione rappresenta la dimensione più generale del fenomeno e prevede la negazione delle caratteristiche che definiscono la piena umanità di un individuo, con la conseguente riduzione della persona a un oggetto o a uno strumento finalizzato al soddisfacimento dei desideri altrui (Santoniccolo et al., 2023); la sessualizzazione è una forma più specifica di oggettificazione, in cui la persona viene percepita esclusivamente attraverso la lente della propria corporeità o della propria funzione sessuale, annullando ogni altra dimensione della sua identità (Zurbriggen et al., 2007); la feticizzazione, infine, rappresenta la manifestazione più estrema di questo processo e si verifica quando un singolo tratto della persona (ad esempio il corpo, un elemento anatomico o la stessa identità di genere) diventa l’unico oggetto del desiderio erotico. In questo caso, l’attrazione non è diretta verso la persona nel suo insieme ma verso ciò che, di essa, viene percepito come trasgressivo o esotico agli occhi dell’altra persona (Hong et al., 2023). Tutte queste forme di deumanizzazione condividono un comune denominatore: la negazione della complessità e della dignità dell’individuo. Inoltre, non si fermano a ridurre la persona transgender a un corpo o a un simbolo, ma si riflettono anche nella sfera sociale e culturale. Ne è un esempio emblematico il dato secondo cui l’87,5% delle persone cisgender dichiara che non vorrebbe mai avere una relazione con una persona transgender (Blair e Hoskin, 2018), eppure la categoria “transgender” è tra le più cercate su Pornhub, collocandosi al settimo posto a livello globale. In Italia il dato è ancora più significativo: la stessa categoria si colloca al quinto posto tra le più visualizzate, con un tasso del 47% superiore rispetto alla media mondiale (Pornhub, 2025). Qui si consuma una delle contraddizioni più crudeli e profonde della nostra società: da un lato c’è il tendere a desiderare e consumare i corpi transgender, il continuare a privarle della possibilità di essere considerate partner romantiche degne di ricevere affetto, rispetto e riconoscimento, dall’altro la concessione di desiderare i loro corpi e di eccitarsi di fronte ad essi (Anzani et al., 2023).

Le dinamiche di deumanizzazione delle persone transgender si intrecciano strettamente con il cisgenderismo interiorizzato, cioè l’assimilazione, da parte delle persone transgender, di visioni sociali che negano o patologizzano la loro esperienza di genere. Tale fenomeno comporta, insieme all’auto-oggettificazione e alla vergogna corporea (spesso amplificata dalla continua auto-osservazione del corpo), un maggiore disagio psicologico, autolesionismo e ideazione suicidaria (Hong et al., 2023). In parallelo, le microaggressioni quotidiane, come commenti, sguardi o comportamenti che mettono in dubbio l’identità trans* o la riducono a un’anomalia, contribuiscono ad alimentare l’oggettificazione sessuale e a consolidare sentimenti di vergogna (Cascalheira & Choi, 2023).

Per questo motivo, molte persone transgender, in particolare le più giovani, si rivolgono alle piattaforme online, che possono offrire spazi di esplorazione identitaria e sessuale più liberi rispetto ai contesti offline. Allo stesso tempo, però, l’ambiente digitale comporta rischi significativi, tra cui molestie, catfishing, sfruttamento e feticizzazione, spesso veicolati attraverso le app di dating (Anzani et al., 2021; Coyne et al., 2023). Ad esempio, su Grindr è stato osservato che molti utenti cisgender tendono a ridurre le persone transgender a oggetti di desiderio sessuale, senza alcun reale interesse a conoscerle come individui.

In alcuni casi, le persone transgender hanno tentato di trasformare questa dinamica a proprio vantaggio, sfruttando la feticizzazione per ottenere benefici personali o economici, come forma di riappropriazione del proprio potere in un contesto altrimenti discriminatorio (Lloyd & Finn, 2017; Griffith & Armstrong, 2023). Ciò dimostra come, anche all’interno di dinamiche che tendono a opprimere la complessità che ci rende persone, la capacità di agire secondo la propria volontà continua ad affiorare.

Tirocinante: Veronica Baldazzi

Tutor: Maurizio Leuzzi

Bibliografia

Anzani, A., Lindley, L., Tognasso, G., Galupo, M. P., & Prunas, A. (2021). “Being talked to like I was a sex toy, like being transgender was simply for the enjoyment of someone else”: Fetishization and sexualization of transgender and nonbinary individuals. Archives of Sexual Behavior, 50(3), 897–911. https://doi.org/10.1007/s10508-021-01935-8

Anzani, A., Siboni, L., Lindley, L., Galupo, M. P., & Prunas, A. (2023). From abstinence to deviance: Sexual stereotypes associated with transgender and nonbinary individuals. Sexuality Research and Social Policy, 21(1), 27–43. https://doi.org/10.1007/s13178-023-00842-y

Blair, K. L., & Hoskin, R. A. (2018). Transgender exclusion from the world of dating: Patterns of acceptance and rejection of hypothetical trans dating partners as a function of sexual and gender identity. Journal of Social and Personal Relationships, 36(7), 2074–2095. https://doi.org/10.1177/0265407518779139

Cascalheira, C. J., & Choi, N. (2023). Transgender dehumanization and mental health: Microaggressions, sexual objectification, and shame. The Counseling Psychologist, 51(4), 532–559. https://doi.org/10.1177/00110000231156161

Coyne, C. A., Wongsomboon, V., Korpak, A. K., & Macapagal, K. (2023). “We have to figure it out ourselves”: Transfeminine adolescents’ online sexual experiences and recommendations for supporting their sexual health and wellbeing. Frontiers in Reproductive Health, 4. https://doi.org/10.3389/frph.2022.1034747

Griffiths, D. A., & Armstrong, H. L. (2023). “They were talking to an idea they had about me”: A qualitative analysis of transgender individuals’ experiences using dating apps. The Journal of Sex Research. https://doi.org/10.1080/00224499.2023.2176422

Hong, D., Tang, C., Barnhart, W. R., Cui, S., & He, J. (2023). Testing the associations between internalized cisgenderism, self-objectification, body shame, and mental health correlates in the framework of the pantheoretical model of dehumanization: A study in Chinese transgender adults. Body Image, 46, 62–72. https://doi.org/10.1016/j.bodyim.2023.05.003

Lloyd, C. E. M., & Finn, M. D. (2017). Authenticity, validation and sexualisation on Grindr: An analysis of trans women’s accounts. Psychology & Sexuality, 8(1–2), 158–169. https://doi.org/10.1080/19419899.2017.1316769

Pornhub. (2025, March 18). 2024 Year in Review. Pornhub Insights. https://www.pornhub.com/insights/2024-year-in-review

Santoniccolo, F., Trombetta, T., Paradiso, M. N., & Rollè, L. (2023). Gender and media representations: A review of the literature on gender stereotypes, objectification and sexualization. International Journal of Environmental Research and Public Health, 20(10), 5770. https://doi.org/10.3390/ijerph20105770

Zurbriggen, E. L., Collins, R. L., Lamb, S., Roberts, R. A., & Tolman, D. L. (2007). Report of the APA Task Force on the Sexualization of Girls. American Psychological Association. http://doi.apa.org/get-pe-doi.cfm?doi=10.1037/e542142009-010

Condividi

Lascia un commento