Disturbi del comportamento alimentare ed Emetofilia

Cibo e sessualità sono in una stretta connessione sin dalla notte dei tempi, ma quali possono essere le possibili ripercussioni sulla sfera della sessualità? Fino a dove possono spingersi i confini di un rapporto sessuo-affettivo, quando il legame fra alimentazione e cibo può sfociare in perversione e perché? Sir Francis Bacon (Londra, 1561-1626) sosteneva che << nel piacere dei sensi il disgusto confina con il godimento>>, mentre il fisiologo tedesco Laborit, invece, ha dimostrato empiricamente che <<un qualsiasi comportamento ripetuto nel tempo può assumere per la persona una forma di compiacimento>>. Lo stesso filosofo greco Epicuro, famoso edonista per la sua etica basata sul piacere, alternava giornate di quasi digiuno a pane e acqua a giornate di assunzione sfrenata di cibo, che vomitava puntualmente dopo.

Sigmund Freud, padre della psicanalisi, descriveva il vomito come sostituto del disgusto morale e fisico, ma soltanto lo statunitense Robert Stoller ha dimostrato, nello studio clinico di tre casi di soggetti femminili (due dei quali già oggetto di precedente osservazione clinica di cross-dressing, mentre tutte avevano un orientamento bisessuale) che nei disturbi del comportamento alimentare (DCA)[1], anche conosciuti come disturbi alimentari psicogeni (DAP) quali anoressia (AN) e bulimia (BN) nervose può svilupparsi una stretta comorbilità con <<l’emetofilia>> (conosciuta anche come vomerofilia o doccia romana, storicamente fatta risalire ad un’usanza dell’antica Roma ove il farsi vomitare addosso da un altro diventava momento ludico nei <<Vomitorium>>) fornendo delle evidences di una relazione di tipo feticistico[2] fra i disturbi suindicati e tale parafilia (che il DSM-5 cataloga nei disturbi parafilici con altra specificazione). Secondo lo psichiatra americano l’emetofilia può manifestarsi in una varietà di modus operandi (reale contro immaginato, sé contro gli altri, facilitativo contro obbligatorio) e soltanto qualora le persone presentino un’attrazione sessuale per il vomito stesso, allora la diagnosi sarebbe di feticismo. La connotazione erotica di tale bizzarra pratica deriva dal piacere di disapprovare la minaccia di un conflitto inconscio. Per l’autore, inoltre, la bulimia nervosa deve essere vista come un <<quarto feticismo>> estrinsecantesi nell’attuazione di una strategia di coping contro ansia e disforia e come gratificazione orale sessualizzata ricavata da tale acting-out, il cui focus è centrato sul contenuto rigurgitato nello stomaco del soggetto, nonostante non sia da escludere che l’eccitazione sessuale possa svilupparsi anche nel partner non affetto da DCA. In un recente caso di bulimia fetish, il partner maschile di un soggetto bulimico femminile ha provato eccitazione ma al contempo sensi di colpa nell’essere attratto da tale forma sui generis di sessualità[3].

Nosograficamente, l’emetofilia è descrivibile come <<l’eccitazione sessuale derivante dall’atto del vomitare, guardandolo, inducendolo o provocandoselo da solo o attraverso fantasie che riguardano tale reazione fisica>>[4], malgrado la pulsione libidica scaturita da tale condotta può presentarsi anche nel guardare qualcun altro farlo (talvolta in videoregistrazioni appositamente create ad arte). In altri casi, alcuni emetofili preferiscono una variante più coercitiva di tale reazione facendo vomitare il partner su di sé (in questi casi coattivi sono individuabili sfumature di dominanza/sadismo) durante un rapporto orale a gola profonda (pratica conosciuta come gagging), in cui il membro maschile viene spinto in profondità nella gola del partner al fine di innescare nel partner conati di vomito, potendo godere del fatto di farsi vomitare addosso (in una sottesa alea di sottomissione/masochismo).

Questa pratica, attualmente, sta diventando sempre più popolare nella pornografia sul Web per il suo effetto shoccante e debordante sugli utenti del cyberspazio, a testimonianza di una sessualità esplicita intesa come forma di umiliazione e degradazione erotica. Fra i parametri di questa parafilia (che rimane epidemiologicamente rara) negli emetofili è invalsa anche la routine di combinare tali desideri e comportamenti sessuali simultaneamente, nel ruolo passivo o attivo del connubio erotico. Cognitivamente, lo schema mentale che gli emetofili riflettono con tale dinamica, è il trovare eccitante l’atto di vomitare per la sequenza ripetitiva dello “spasmo, eiaculazione, sollievo” che investe di carica erotica il vomito, ravvisabili nei cluster dell’anoressia e bulimia nervosa, nonostante l’eccitazione può talvolta essere suscitata anche vedendo, udendo o annusando vomiti altrui.

Infine, secondo il parere dell’inglese Dr. Griffiths (Ph. D. presso la Nottingham Trent University) che ha studiato in modo approfondito l’argomento, è inequivocabile che il modo con cui siamo influenzati dal vomito trascenda i confini internazionali e le differenze culturali, acquistando un valore fondamentale per la nostra natura umana, per cui tale parafilia è qualcosa di più di una <<kinky practice>>, adusa a pratiche BDSM, ma ha origini più profonde a livello inconscio di ciascun soggetto, alla stregua dei processi psichici che avvengono per la maggior parte dei feticci. Insomma, come dicevano i latini << de gustibus non est disputandum >>.[5]

 

Tirocinante: Andrea Carbone

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia

Aggrawal, A. (2009) Forensic and Medico-legal Aspects of Sexual Crimes and Unususal Sexual Practices – Boca Raton – Florida (U.S.): Edition CRC Press.

Freud, S. (1953) Studies on Hysteria (Standard Edition) – London: Hogarth Press Edition.

Gamman, L., Makinen, M., Griffin, A.P., Post, R.C., Lively, D.E. (1995) Female Fetishism – N.Y.: Nyu Press Edition – p.126.

Grebo Grebo Grebo (2008) Dildos not bombsthe zine for people who are (not quite right) – Contributor Queer Zine Archive Project – Copied from qzarp.org.

Kasper, D.L., Fauci, A.S., Longo, D.L. (2009) Harrison. Principi di Medicina Interna, vol. 1, 17ª edizione – Milano: Ed. Casa Editrice Ambrosiana.

Stoller, R.J. (1982), Erotic Vomiting – Archives of Sexual Behavior – New York (U.S.): Plenum Publishing Corporation – pp. 361-365.

Torres, D.J. (2017) Vomitorium – Milano: Edizioni Golena.

 

Sitografia

https://www.psychforums.com/paraphilias/topic152993.html

Sick note: A (very) brief overview of emetophilia
 

[1] Il DSM-5 (2013) ha rinominato tale categoria nei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione.

[2] Il feticismo è largamente prevalente negli uomini rispetto alle donne. Dopo un lungo studio sulle fantasie erotiche e sul comportamento sessuale, lo psichiatra Robert Stoller concluse che per gli uomini “feticizzare è normale”: essi risultano molto più propensi ad associare una certa carica erotica a una particolare zona prediletta del corpo della donna.

[3] L’atto del vomitarsi addosso per piacere può anche chiamarsi «doccia dell’unicorno», perché i pezzetti di cibo, in base a ciò che si è mangiato, sono multicolore.

[4] La reazione del vomito si può manifestare in seguito a sollecitazioni provocate in zone chiamate “grilletto“, quali la faringe ed una zona specifica del cervello la “Chemoreceptor Trigger Zone o CTZ” oppure con una stimolazione adeguata dell’intestino e dello stomaco.

[5] Traducibile in italiano in “i gusti non si discutono”.

 

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