in Sexlog, Informazione ed educazione

L’utero è mio e lo gestisco io; tremate tremate le streghe son tornate’ questo uno degli slogan più chiacchierati e criticati del ’68 femminista, quando le donne lottavano per la propria libertà, per la gestione del proprio corpo e l’uguaglianza all’uomo

Quando si pensa alla contraccezione ed all’interruzione di una gravidanza indesiderata vengono subito in mente i tempi moderni: dalla lotta per la libertà sessuale degli anni ’60 fino all’attuazione della legge 194 del ‘78 relativa alle”Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”. Tuttavia, a discapito di quanto si possa pensare, anche nell’antichità esisteva la necessità di proteggersi da gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili. Per molte donne di oggi l’idea di poter decidere da sole se e quando avere dei figli sembra una cosa del tutto normale e dovuta, in realtà per raggiungere queste grandi conquiste, ed avere oggi una tale libertà, molte donne hanno dovuto lottare, imporsi a livello sociale e talvolta ricorrere ad alcuni dei peggiori contraccettivi della storia.

Dall’utilizzo dello sterco di coccodrillo all’uso del ditale nel periodo rinascimentale, passando per i più ambigui e sicuramente poco funzionali metodi contraccettivi, le donne del passato ne inventarono una più del diavolo pur di esprimere liberamente (e senza conseguenze) le proprie passioni e sentimenti d’amore che non avevano come solo scopo la procreazione, ma anche il gioco, il divertimento, il vivere sensazioni differenti e sempre più profonde.

Stando a quanto riportato su uno dei primi testi di medicina occidentale conosciuti, il Papiro di Kahen o di Kahun, del 1900 a.C., una pratica contraccettiva consigliata nell’antico Egitto era «mescolare escrementi di coccodrillo con miele e impregnare la vagina di questo composto»; il prodotto avrebbe dovuto avere la funzione che svolge ai giorni nostri il diaframma vaginale, ovvero quello di impedire che il liquido seminale penetri nell’utero (Stevens, JM 1975). Inoltre gli antichi egizi furono i precursori del primo profilattico della storia, esso era costituito da budella di animale ed era utilizzato per lo più per proteggersi da malattie veneree.

Altri testi, come il papiro di Erbes (1550 a.C) consigliavano l’utilizzo di un tampone fatto di garza o mollica di pane imbevuto con un composto di punte di acacia, miele e patron (carbonato di sodio). Di fatto nonostante probabilmente l’efficacia di questo metodo fosse modesta, è bene evidenziare come si basasse su evidenze scientifiche ad oggi confermate: le punte d’acacia fermentate producono infatti acido lattico, che è un efficace spermicida e che tuttora è l’ingrediente di alcune creme definite appunto “spermicide” e la cui finalità è quella di modificare l’ambiente vaginale e di interferire con il movimento degli spermatozoi.

Facendo un salto di qualche secolo più avanti nella storia, grazie ad alcuni documenti provenienti da grandi medici e studiosi come Ippocrate o Teofraste, sappiamo che nell’antica Grecia venivano utilizzate numerose piante dalle proprietà contraccettive, come ad esempio il Silfio (pianta oggi estinta, probabilmente simile al finocchietto selvatico), il Salice, la Palma da Dattero, il Melograno, ecc..

Nel I secolo d.C. un importante ruolo fu quello di Sorano, un medico che definì per la prima volta, nel suo trattato Gynecia, la differenza tra il concetto di contraccezione “atokion” e quello di aborto “phtorion”, evidenziando la necessità di un intervento preventivo per il controllo delle nascite, per contro alla diffusa pratica dell’infanticidio diffusa tra le donne romane.

Con l’avvento del Medioevo e del cattolicesimo la contraccezione divenne invece oggetto di critiche e disprezzo. Nel 1484 infatti, la Chiesa cattolica espresse con una bolla papale una prima regolamentazione ufficiale in cui si condannava l’opera di quelle donne che «con le loro stregonerie ed i loro incantesimi, gli amuleti e le formule magiche, soffocano, estinguono e fanno sparire i frutti delle donne(…)cosicché gli uomini non procreano e le donne non concepiscono»(Gaude,F.,& Bilio,L. 1860).

A causa di questo accanimento da parte della chiesa si dovette ricorrere a strumenti che apparentemente sembravano essere terapeutici, ma in realtà svolgevano una funzione anticoncezionale; tra quelli più utilizzati troviamo gli “irrigatori a pompa” come: le siringhe in peltro, i “soi même”, gli Eguisier che servivano ad introdurre delle soluzioni acide che, oltre a sanare l’ambiente vaginale, avevano anche una discreta attività spermicida. Purtroppo queste pratiche erano disponibili solo per le donne appartenenti ai ceti più elevati, mentre il popolo si accontentava di metodi contraccettivi il più delle volte inutili, poiché basati su convinzioni e credenze che non avevano alcuna base scientifica.

Durante l’800 molti dei contraccettivi locali utilizzati dal popolo come creme e gel, contenevano boro, che ha un’azione spermicida. Per insufflare le polveri furono creati degli apparecchi ad hoc (pompette per soffiare la polvere all’interno della vagina), utilizzati soprattutto in Inghilterra e Germania.

Tra fine ‘800 e gli inizi del ‘900 si arrivò ad impiegare delle soluzioni contenenti sublimato di mercurio che oltre a uccidere gli spermatozoi procuravano danni gravi alla salute delle donne. Vennero anche creati dispositivi appositi da utilizzare per le “lavande intime”.

La vera svolta per la contraccezione avvenne nel 1843, grazie alla scoperta della vulcanizzazione della gomma da parte di Goodyear; questa scoperta infatti portò alla sostituzione dei preservativi in budello di vitello con dei preservativi in gomma. Grazie all’avvento della tecnologia durante il XX secolo vennero perfezionate e sviluppate ulteriormente le tecniche contraccettive che tuttavia dovettero attendere ancora molti anni prima di poter essere estese completamente alle masse.

Una pioniera della contraccezione fu Margaret Sanger che attorno al 1920 iniziò una lotta a favore del controllo delle nascite, pubblicando opuscoli e fondando la prima Clinica per la pianificazione familiare a Brooklyn. Pagò con la reclusione questo suo impegno, così come molte altre donne che iniziarono a mobilitarsi su questo tema anche in Europa. La storia della pillola iniziò con un suo intervento: nel 1951, a un party a New York, Sanger chiese a Gregory Pincus, un’autorità mondiale nel campo degli studi sulla riproduzione: “quanto costerebbe sviluppare il contraccettivo perfetto?” Pincus rispose: “125mila dollari”. In realtà furono due milioni di dollari, finanziati con la fortuna di Kathrine McCormick, amica di Sanger, biologa e attivista per i diritti delle donne e ricca ereditiera (Focus 2015).

Solo nel 1960, dopo una lunga sperimentazione clinica su migliaia di donne portoricane ed haitiane, la Food and Drug Administration autorizzò la vendita di un farmaco contenente 10 milligrammi di noretinodrel e 0,15 di un estrogeno, il mestranolo: l’”Enovid”, la prima pillola anticoncezionale della storia.

Ad oggi molti progressi sono stati compiuti sul tema della contraccezione tuttavia rimangono ancora presenti numerosi tabù (in particolare tra gli adolescenti) a livello globale. Basta chiedere ai giovanissimi dei nostri tempi se usano o meno qualche metodo contraccettivo per ottenere risposte come: “i profilattici costano troppo”, o “la pillola, oltre ad essere troppo cara, fa male alla salute”. Qual è il risultato? Gravidanze indesiderate e malattie a trasmissione sessuale in aumento. In Italia i metodi contraccettivi sicuri continuano ad essere poco utilizzati, perché troppo costosi, sconosciuti o troppo spesso avvolti da falsi pregiudizi sui loro effetti collaterali. Anche nel resto del mondo più di 200.000 donne vorrebbero evitare una gravidanza, ma non hanno modo di poterlo fare per motivi sociali e/o religiosi. A fronte di questo appare sempre più evidente la necessità di una maggiore informazione riguardo queste tematiche, nonché una maggiore sensibilizzazione verso l’accesso alla pianificazione familiare e all’assistenza sanitaria materna di qualità per le donne di tutto il mondo.

La libertà è una scelta e affinché possa essere fatta con consapevolezza è importante l’informazione e il sostegno da parte di chi è formato in materia: psicologi, medici, assistenti sociali.

Non lasciamo che i tanti sacrifici fatti dalle donne del passato restino vani: ‘Be informed, be aware’.

Tirocinante: Alessia Iusi

Tutor: Fabiana Salucci

Bibliografia

-Gaude, F., & Bilio, L. (1860). Bullarum, diplomatum et privilegiorum sanctorum Romanorum pontificum Taurinensis editio: locupletior facta collectione novissima plurium brevium, epistolarum, decretorum actorumque S. Sedis a S. Leone Magno usque ad praesens cura et studio collegii adlecti Romae virorum s. theologiae et ss. canonum peritorum quam ss. dn Pius papa IX apostolica benedictione erexit auspicante emo ac revmo dno SRE cardinali Francisco Gaude (Vol. 6). Seb. Franco, H. Fory et Henrico Dalmazzo editoribus.

-Haimov-Kochman, R., Sciaky-Tamir, Y., & Hurwitz, A. (2005). Reproduction concepts and practices in ancient Egypt mirrored by modern medicine. European Journal of Obstetrics and Gynecology and Reproductive Biology123(1), 3-8.

-Stevens, JM (1975). Ginecologia dall’antico Egitto: Il papiro Kahun: una traduzione del più antico trattato sulla ginecologia che è sopravvissuto dal mondo antico. The Medical Journal of Australia , 2 (25-26), 949-952.

Linkografia

http://www.babycomp-it.org/varie/storia_contraccezione.html

http://www.amber-ambre-inclusions.info/nuova%20contraccezione.htm

https://www.elle.com/it/blog/news/g1164950/contraccezione-storia-tutti-metodi-evitare-restare-incinta/

https://www.focus.it/cultura/storia/pillola-storia-contraccezione

https://www.lapillolasenzapillola.it/la-contraccezione-e/miti/breve-storia-della-contraccezione/

https://www.uaar.it/laicita/contraccezione/

https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_contraccezione

http://www.aied.it/it/contraccezione/cenni-di-storia-della-contraccezione/

http://www.donnainsalute.it/2017/10/giovani-la-contraccezione-molti-tabu-poche-conoscenze/

https://thepasswordunito.com/2017/03/01/la-vagina-non-e-un-tabu-i-metodi-contraccettivi/

http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2017/12/29/news/contraccezione_lorenzin-185433678/

https://www.wired.it/lifestyle/salute/2016/09/26/contraccezione-mondo/

Condividi

Lascia un commento

Scrivi e poi premi Invio per cercare