Il sesso nelle diverse culture: storia, cultura e religione

Non è semplice affrontare il tema della sessualità in quanto spesso viene reso oggetto di discussione, probabilmente dovuto al carattere scandaloso, trasgressivo e osceno con il quale a volte viene identificato. In particolar modo quando si parla di erotismo, la nostra fantasia compie delle associazioni che accostano tale concetto con altri, quali la pornografia e l’amore. La motivazione di tale fantasia si può ricondurre perlopiù a questioni moraliste e religiose che, nel corso della storia, hanno strutturato un solido perbenismo e un rigido formalismo dell’opinione pubblica generale, che si rivela molto più accentuato nelle culture occidentali piuttosto che in quelle orientali. Uno sguardo alla storia artistico-letteraria dei popoli europei evidenzia come questa sia spesso pervasa dal cristianesimo e l’espressione dell’erotismo sia stata soffocata, a differenza di quanto si rileva nelle civiltà orientali. Attraverso uno studio antropologico della cultura è possibile risalire alle origini di tali differenze. Diverse testimonianze le ritroviamo in molti dipinti nei quali si può osservare l’impronta delle divinità che incarnano la sessualità. Ad esempio in India troviamo Krishna che rappresenta l’essenza della pulsione vitalistica, mentre nel Buddha uno stato di “riposo d’amore” che lascia trasparire la post-voluttà che favorisce l’abbandono nel sonno. Ciò che accomuna le due credenze è la pratica dello yoga che converge entrambi verso una grande valorizzazione del corpo.
In Spagna, a Barcellona, esiste l’originalissimo Museo dell’Eros, noto complesso museale che custodisce circa 800 reperti di contenuto erotico e pornografico di grande valore storico e culturale che permettono di ripercorrere per tappe la storia del sesso e la visione della pornografia in diverse epoche e culture come parte integrante della storia della terra di Spagna, che ha avuto modo di ospitare una specie di miracolosa sospensione della grigia mentalità medioevale in materia di erotismo. Quando gli arabi arrivarono in Spagna la pervasero di una diversa visione dell’amore e della donna, più lirica e più raffinatamente erotica. L’apporto arabo costituì un vitale scuotimento della piattezza cristiana imperante nel basso medioevo. L’orientamento erotico degli arabi si sostanziò in una perpetuazione del desiderio, che si traduceva in una immersione quotidiana di un erotismo inebriante fatto di notti interamente dedicate al piacere. Fu così che i casti precetti cristiani furono scalfiti dalla mentalità gaudente musulmana e si determinò una tempra diversa nel modo di pensare e nella cultura spagnola.
Oggi la notizia che il Museo dell’Eros abbia messo in vendita su ebay le sue opere appare all’opinione pubblica “un’insolita vendita” a dimostrazione di quanto detto sinora. Alcuni autorevoli scrittori, invece, si sono interessati a cercare di fare chiarezza sull’origine di alcune terminologie come erotismo e pornografia che hanno spesso a che fare con il concetto di sesso. Possiamo citare, ad esempio, Bataille che nel suo libro “Storia dell’erotismo” ci catapulta verso le origini primordiali dell’essere umano per affrontare un paradosso che porterà alla scoperta della nascita del concetto di erotismo. La sua riflessione parte “dall’animalità” che è insita in ogni individuo. Egli sostiene che l’uomo per essere tale deve distaccarsi da questa “animalità” e il mezzo che utilizza è porsi dei divieti che riguardano gli aspetti più essenziali dell’esistenza: il sesso, la morte e le deiezioni.
E’ bene fare una chiarificazione sul significato di “deiezione” che in una lettura filosofica esistenzialista tedesca indica il modo di essere inautentico dell’uomo in quanto «è gettato» nel mondo, preso nella quotidianità e nella dimensione impersonale dei rapporti. Ma più in generale, nel linguaggio filosofico più comune, il termine è stato usato per indicare il limite e, per certi aspetti, i caratteri negativi della finitezza umana. Dunque, essendo la sessualità necessaria alla vita risulta inevitabile, per slacciarsi dall’animalità, porre divieti e trasgredirli. Da qui la nascita dell’erotismo. I diversi modi di esprimere l’erotismo nelle differenti culture, oltre ad essere influenzati dalla religione, sono molto legati anche ai contesti di riferimento che differenziano i comportamenti legati alla fase del corteggiamento. I rituali del corteggiamento e del sesso sono propri di numerose culture che ancora oggi vengono considerate tabù.
L’immagine delle donne Nuba, in Sudan, con le loro danze erotiche pare essere il punto di partenza più significativo per la descrizione di questo fenomeno. Le differenze principali fra le usanze tribali e quelle di noi “occidentali” risiede, infatti, nel contesto: i giovani dei popoli tribali per conoscersi, incontrarsi e sedursi hanno a disposizione soprattutto riti e danze tradizionali. Del resto le danze sacre sono un inno all’attrazione fisica, per questo sono spesso decisamente allusive. Al contrario, per sedurre, le ragazze di tutto il mondo usano lo stesso metodo: mettere in evidenza i cosiddetti segnali sessuali, utilizzando ad esempio l’abbigliamento. Sono in maggior misura le donne, da occidente a oriente, coloro che utilizzano il proprio corpo per sedurre gli uomini. Le donne giapponesi, cinesi o thailandesi, ad esempio, scoprono la nuca raccogliendo i capelli in modo da scoprire la grazia del collo, il loro kimono è fatto in modo tale da lasciare scoperto il collo e la schiena nuda ogni qualvolta si abbassino. Possiamo pensare alle brasiliane o argentine e i loro tanga, alle occidentali che esibiscono profonde scollature o ancora alle indiane che truccano in modo evidente gli occhi dato che considerano lo sguardo come la parte più seducente del corpo umano. In Amazzonia invece è il sorriso delle ragazze ad essere apprezzato. Come abbiamo visto le parti del corpo o i comportamenti considerati erotici e sessualizzanti cambiano a seconda della storia che sta alla base della cultura di riferimento.
Vivere la sessualità in modo chiuso e con un senso di colpa pervasivo non ci permette di godere al cento per cento quello che il nostro corpo ci potrebbe offrire se ci lasciassimo andare senza preconcetti o paure. A volte sembra sia difficile vivere la sessualità in modo libero e fiducioso perché si è spaventati dal giudizio altrui, giudizio che non può e non deve basarsi sulle scelte sessuali. Per questi motivi oggi più che mai si rivela necessaria una educazione alla sessualità per pulirla da stereotipi legati al godimento dell’atto sessuale e ai giudizi sulla persona che vive in piena serenità il proprio corpo.

“Capii che la storia della cultura è una catena di equazioni in immagini che a coppie connettono il noto con l’incognita, che l’elemento noto e constante è una leggenda posta a fondamento della tradizione e che l’incognita ogni volta ritrovata è il momento attuale della cultura”
(Boris Pasternak, Il salvacondotto)

 

A cura della tirocinante IISS: Loredana D’Aprano

Tutor: Davide Silvestri

 

Bibliografia
Georges Bataille; Storia dell’erotismo 2006 fazi-Lain
Borisn PasternaK; Il salvacondotto 1998 Passigli

Sitografia
https://travel.fanpage.it

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